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CRITICA IMPURA

DiSONIA CAPOROSSI

 

La funzione postmoderna dell’arte

 

Poesia è conforto di un istante

Mentre tutto intorno giace rattrappito

Esalando promesse al futuro nevercome

Le estranianti sinottrie di un impegno da seguire

Ecco l’uomo nudo, lapidato

Pietre segniche che schizzano dal suo cranio scoperchiato

Gli ricadono sfinite noncuranti tutte addosso

Lapilli masnadieri dal vulcano informe della sua coscienza

Poeta, un transgender della sua follia

Giordano Bruno ridotto al lumicino

Senza più alchimie da sovvertire

Né formule elitarie da occultare

Nella tasca segreta delle sue mutande

Poesia è il vomito di un istante

L’alleggerirsi scabro di succhi gastroenterici

Un dito immerso nell’egolatria

Della Musa di turno,

nei suoi affreschi vaginali.

 

(10/02/2002)

 

Io scrivo

 

… E l’impegno di portarmi sempre

questo calvario addosso

questa fellatio esausta delle mie pagine bianche

alla punta fallocentrica polipale

– venature d’inchiostro erette a filo d’aria –

del mio cosmico, sfottuto, bastardissimo EGO.

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