L’epigono di Magellano

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de robertis magellano
L’epigono di Magellano è il bel titolo (adeguatamente spiazzante) del romanzo di Ubaldo de Robertis recentemente pubblicato da Akkuaria. L’autore, pisano di adozione, alterna con efficacia narrativa e poesia, sempre con un’impronta personale, autentica e riconoscibile. Qui di seguito la scheda del libro e i riferimenti per chi volesse approfondire la lettura. IM

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Due storie, quella di un giovane ricercatore di Fisica della Pisa di fine secondo millennio e di un gatto apparentemente separate, ma in realtà strettamente intrecciate fino a sovrapporsi e a fondersi, si snodano in un romanzo denso di riflessioni e sentimenti, di sogni e delusioni, di propositi e fallimenti, di analisi spietate, il tutto sorretto da una robusta ironia.
Il protagonista appare come una persona viva, reale, in cui tanti lettori possono riconoscersi.
Il giovane, assillato da topi, esperto di tecniche di cattura, nutre velleità letterarie, ma dà alle fiamme il suo romanzo così finisce per identificarsi con Bulgakov, e persino con il Maestro. Non a caso ha un’amante di nome Margherita.
Il racconto, avvincente, procede in modo lineare (con alcuni opportuni flashback che arricchiscono il quadro) come in una sceneggiatura cinematografica, per segmenti in sé compiuti, sintetici e illuminanti, grazie anche a un linguaggio asciutto, adattato alla varietà degli ambienti, delle situazioni e delle peculiarità psicologiche. (Michele Battaglino)
….in quanto gatto non può accedere nel proprio mondo interiore…d’altra parte io, disponendo della facoltà di farlo, continuo a sentirmi estraneo al mondo…l’evoluzione ha prodotto in me uno stato imbastardito? L’istinto della bestia si è affievolito, e ora ci si mette anche la decadenza del linguaggio…
http://www.akkuaria.net/?p=577

Per chi volesse leggere le prime pagine..per poi acquistare il libro…
http://www.medeo.it/en/book/9543621

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Un pensiero riguardo “L’epigono di Magellano

    Franco Donatini ha detto:
    8 giugno 2013 alle 12:27

    L’epigono di Magellano, un libro complesso, enigmatico, centrato sul protagonista Mike che vive l’eterno disagio del rapporto con se stesso e con gli altri e insieme sull’ambiente con cui interagisce, fatto di incomunicabilità e incomprensione.
    A una prima lettura potrebbe sembrare un omaggio al capolavoro di Bulgakov, “Il maestro e Margherita”. I riferimenti sono pregnanti, c’è l’amante che si chiama proprio Margherita, c’è Magellano, il gatto parlante che gioca un ruolo determinante nella storia, che assomiglia molto al gatto Behemot, c’è infine, come nel romanzo russo, un’atmosfera misteriosa, quasi onirica, in cui le vicende narrate, oscillano tra condizione reale e travagliata del protagonista, a quella soffusa e agognata del sogno.
    Ma è solo la sensazione di un momento, perché il libro ha una caratterizzazione tutta moderna e affronta in maniera analitica, per non dire psicoanalitica, il dramma dell’uomo di oggi, con le sue alienazioni, l’incapacità di comunicare, la difficoltà del rapporto con l’altro sesso.
    Due donne, la compagna Cammilla, che è anche la correttrice del libro che sta scrivendo e l’amante Margherita, insieme a Marco, l’amico che crede fidato, si intrecciano con la vicenda di Mike. Personaggi, per lui importanti, ma con cui non riesce a legare fino in fondo, a stabilire un rapporto di fiducia e sintonia intellettuale tale da permettergli di superare la sua maniacale introversione.
    E’ Magellano di fatto la sua ancora di salvezza, l’unico essere vivente, paziente e disponibile, in grado di mantenere una rapporto con lui.
    Tutto questo fino a quando non incontra Ottavia, l’astrologa, un incontro determinante che da una svolta alla storia. Finalmente una donna che lo comprende, lo stima, gli apre la strada a un rapporto con gli altri equilibrato e maturo. Un incontro che purtroppo termina prematuramente con la morte improvvisa di lei, un sogno vissuto ad occhi aperti, breve e intenso, come sono i momenti di felicità.
    E’ un passo irreversibile della sua personalità, il riscatto dalle sue insicurezze, l’inizio di una nuova vita finalmente serena. Rimangono i canarini di Ottavia, il ricordo dolce di questa esperienza, il riferimento costante dei suoi nuovi giorni.
    Gli animali rappresentano la metafora della vita, simboli del bene e del male, della luce e dell’oscurità, si intrecciano con gli esseri umani, diventando umani a loro vota. Il gatto che, morendo, cede il testimone a Ottavia, la quale trasferisce ai canarini il rapporto con Mike. I canarini, liberatori, messaggeri di luce, che finalmente sloggiano i topi dalla barca e dal pianoforte

    “Dei ratti, nel pianoforte, nemmeno l’ombra!”

    Franco Donatini

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