Un geroglifico, racconto di Ivano Mugnaini

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Penultimo orizzonte

  

  

UN  GEROGLIFICO

racconto di Ivano Mugnaini

    

            Avevo resistito, in qualche modo, alla vita. Avrei saputo resistere anche alla morte? Come l’avrei guardata nell’attimo in cui sarebbe entrata da quella porta? Di cosa avremmo parlato? Come avremmo passato il tempo insieme?

            Me l’ero chiesto, per anni, come se fosse una questione lontana, puramente teorica. Una visita medica di routine, poi, un pomeriggio come tanti. Un dottorino dalla faccia tetra, sincera. L’ora per me era arrivata, senza strepito, affamata e con un discreto anticipo. Una morte annunciata, con il lusso, il privilegio, del preavviso. La data di scadenza comunicata in modo ufficiale, ma anche civile, quasi lieve, quasi umano. Nell’arco di pochi mesi giungerà l’epilogo per me.

            Il pianto e il riso acquistano d’un tratto un sapore diverso, una consistenza strana. Saziano presto, e, altrettanto rapidamente, stancano. Baratri di tempo svuotano le braccia, lo stomaco…

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