L’attesa è già cronaca

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L’attesa è già cronaca

L’attesa è già cronaca,
commento ironico o retorico,
la diretta è già immagine d’archivio,
innocua, superata
come un goal di Schiaffino
nella nebbia del bianco e nero
di un Maracanà distante
quasi un secolo.
Tra non molto non sapremo
più nemmeno dire
chi ha vinto, come e perché,
se la ferita sulla spalla
del difensore fu inferta o subita,
beffa o pena, se poteva e doveva
essere presa un po’ più a cuore
l’escursione in terra americana.
Davanti a qualche bar
la moviola della vita
diventerà una risata fuori tempo,
la danza del portiere superato
da un lento pallone e da una strana
malinconia affogata in un caffè corretto.
La chiave, forse, allora, è
nello sguardo diritto e cupo
della megera che passa, ci guarda
e scuote la testa.
Non ci resta che ridere più forte
e controllare se la tappa del Tour
è già cominciata.
Avvincente o noiosa, onesta
o drogata, è una tappa in salita;
bisogna seguirla
pedalata dopo pedalata.

 

           IM , Luglio 2014

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6 pensieri riguardo “L’attesa è già cronaca

    Lucetta Frisa ha detto:
    21 luglio 2014 alle 17:23

    Complimenti,Ivano, sempre bravo!

      ivanomugnaini ha risposto:
      22 luglio 2014 alle 12:48

      Ti ringrazio Lucetta. La tua lettura è sempre gradita, oltre che significativa. Grazie ancora e a presto. Buona estate a te e a Marco, con sempre ottime ispirazioni.

    Claudia Manuela Turco ha detto:
    3 agosto 2014 alle 14:32

    Versi che catturano efficacemente e amaramente i meccanismi di sostituzione che regolano l’umano vivere. E che indirettamente possono anche ricordarci quanto di miracoloso possa accadere quando meno ce l’aspettiamo, quando basta una scintilla per riattivare il sogno e farci ritrovare quelle energie insperate che ci consentono, dopo tante fatiche, di raggiungere (almeno ogni tanto) un traguardo gratificante.
    Buona estate!

      ivanomugnaini ha risposto:
      6 agosto 2014 alle 16:43

      Hai colto perfettamente il senso e l’intento del testo, Claudia Manuela. E la volontà di provare ad andare al di là dello spunto contingente, del discorso immediato, del gesto e dell’azione. Sogno unito ad una forma tenace di energia che esiste e resiste. Sì. Grazie Claudia, della lettura, della partecipazione e del commento. Buona estate anche a te!

    Marco Baiotto ha detto:
    3 agosto 2014 alle 15:04

    Questa poesia mi fa venire in mente la canzone “Pedala” di Frankie Hi-nrg mc.
    Perché forse è proprio vero che la bicicletta non importa dove porti, che sia davvero tutto un equilibrio di periodi e di rapporti, una questione di catene e di corone, di grasso che lubrifica la vita alle persone, ove quel “grasso” a mio parere potrebbe essere la metafora delle distrazioni tanto care ai “Pensieri” di Pascal.
    Perché anche se non siamo dei Re come nel suo riferimento, soffriamo comunque della medesima malattia che ci condanna ad una perenne proiezione oltre i traguardi, ad amare sempre più la caccia della preda.
    Grazie per questi versi forti e chiari.

      ivanomugnaini ha risposto:
      6 agosto 2014 alle 16:46

      Grazie Marco, per i riferimenti alla musica e alla filosofia, ambiti a me molto cari. Sono lieto che i versi ti siano risultati chiari, segno di una lettura attenta e di una gradita condivisione di spunti e idee, punti di vista sul mondo. Grazie ancora e a presto rileggerci.

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