Mese: gennaio 2015

Il misterioso fascino di una donna “fuori moda”: Elsa Morante

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Elsa Morante 1

“Ci muovevamo sperduti, come attraverso un fragore prorompente, che ci urtava, ci avvicinava e ci separava, vietandoci d’incontrarci mai.”

Elsa Morante 2
La frase sopra riportata può essere considerata una sintesi emblematica della scrittura della Morante nonché uno spaccato dei diversi punti di vista tormentati che caratterizzano i suoi lavori. E’ un’autrice nella cui produzione i motivi autobiografici, come vedremo, sono sempre significativi e rivelatori. La mia chiave di lettura cerca di indagare come e quanto le vicende personali dell’autrice si intersechino con le vicende e gli eventi del mondo e in quale misura riescano a farsene specchio.
Di sicuro la Morante è stata ed è una scrittrice complessa. Per scelta e per istinto ha coltivato forti elementi di ambiguità, in particolare l’androginia, che rende problematica la cifra realistica dei romanzi. La lotta fra immaginario e reale è il tema chiave, il nodo da sciogliere.
Leggendo le pagine della Morante si percepisce netta un’enorme ansia espressiva. Ciò la conduce ad un’adesione a modelli narrativi consolidati appartenenti alla tradizione, ma, nei suoi esiti migliori, li oltrepassa, li supera in virtù di un sentire dolorosamente netto e di un senso dell’oppressione mentale e morale del tutto sinceri e moderni.
Partendo da questi punti di riferimento si può tentare di intraprendere questo nuovo viaggio letterario. La Morante spazia tra filastrocche e favole per bambini, poesie e racconti brevi ma anche alcuni dei più celebri, e in gran parte amari, romanzi italiani del ‘900: Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo, La Storia, Aracoeli. Ebbene, nelle pagine dei suoi romanzi, nei contorni di isole, paesaggi e personaggi, nelle pieghe di esistenze in bilico sopraffatte dalla Storia, si scorge il profilo di una donna libera, sopra le righe e fuori dagli schemi, capace di sfuggire sistematicamente stereotipi ed etichette preconfezionate. Forse davvero “una grande solitaria”, come la definì Franco Fortini. Ma soprattutto una scrittrice che ha saputo lasciare un segno pur prescindendo dall’identificazione con le correnti letterarie del suo tempo.
Le sue opere non sono solo la trasposizione del suo pensiero ma il frutto dei conflitti interiori e delle vicende personali e storiche in cui si trovò a vivere.
La prima tappa del percorso che tentiamo di tracciare non può che essere Roma, la sua città natale. Figlia naturale d’una maestra ebrea e di un impiegato delle poste, alla nascita fu riconosciuta da Augusto Morante, sorvegliante in un istituto di correzione giovanile. Trascorre la sua infanzia a Testaccio, in questa famiglia insolita dai segreti ingombranti. Inizia a scrivere filastrocche e favole per bambini, poesie e racconti brevi che a partire dal 1933 e fino all’inizio della seconda guerra mondiale, furono via via pubblicati su varie riviste tra cui il “Corriere dei piccoli” e “Oggi”. Pubblicava usando spesso, come si è accennato, pseudonimi maschili: Antonio Carrera e Lorenzo Diodati. Già da qui l’ambiguità che caratterizza la sua carriera letteraria e quel suo piglio di farsi chiamare “scrittore”, quella voglia di essere ricondotta ad un universale rispetto alla specificità di una letteratura femminile.
Fu costretta a confrontarsi fin dall’adolescenza con luoghi e situazioni che la indussero ad esplorare  i lati oscuri della psiche. Tali esperienze la porteranno ad affermare anni dopo, quando era già una scrittrice affermata, che “bisogna scrivere solo libri che cambiano il mondo”. Cambiare il mondo per cambiare se stessa.
Nel 1936, grazie al pittore Giuseppe Capogrossi, Elsa Morante conosce Alberto Moravia con cui si sposa nel 1941, anno in cui pubblica con Garzanti sua prima raccolta di racconti, Il gioco segreto.
Filo conduttore dei racconti sono le trasformazioni e le metamorfosi dei personaggi: il gioco, serissimo e lieve, consiste nella sopravvivenza dell’umanità.
Assieme al marito Moravia frequenta alcuni intellettuali e artisti di assoluto rilievo tra cui Pier Paolo Pasolini, Umberto Saba, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani, Sandro Penna, Enzo Siciliano. Ma, come spesso accade nella sua vicenda esistenziale gli estremi coincidono e si sovrappongono: la fase dell’incontro corrisponde a quella della fuga. Durante la seconda guerra mondiale, per sfuggire alle rappresaglie dei nazisti, la Morante e Moravia si rifugiarono vicino a Fondi, un paesino in provincia di Latina.
Qui la Morante inizia la stesura di Menzogna e sortilegio ma questa difficile esperienza sarà anche alla base della successiva scrittura de La Storia.
Nel 1957 pubblica L’Isola di Arturo, nato e scritto totalmente a Procida, con cui vince il Premio Strega. E’ la storia della difficile maturazione di un ragazzo che vive quasi segregato nel paesaggio immobile dell’isola di Procida, accanto all’imponente presenza del penitenziario.
Dal romanzo scaturirà cinque anni dopo il film di Damiano Damiani. Il romanzo ha la struttura di una fiaba ma anche qui la realtà fa sentire la sua presenza e la sua voce. Il materiale letterario della scrittrice si nutre di se stesso, di letteratura, il romanzo si innerva in altri infiniti romanzi meravigliosi immaginati da Arturo, una metaesistenza basata su una vasta metaletteratura.
Per poter finalmente parlare del capolavoro della Morante, La storia, è necessario fare un passo indietro, tornando al periodo dell’esilio a Fondi, circondata e minacciata dalla violenza del mondo. Nel borgo in provincia di Latina, in quello che lei stessa definirà “una specie di porcile” lei e Moravia daranno vita a due delle loro opere più significative. A Fondi Moravia concepì La ciociara proprio mentre la sua compagna maturava il disegno di quello che sarà poi il suo punto di arrivo, La storia.
La Morante, iniziando il processo creativo che la porta a realizzare il suo libro più significativo, si scopre in grado finalmente di rovesciare il cannocchiale. Dal microcosmo passa al macrocosmo, abbandona l’isola ed abbraccia il mare aperto, con la sua globale fascinazione e crudeltà.
La storia è il romanzo della Morante. Tutto il resto del suo mondo appare in qualche modo preparatorio, propedeutico. Ne La storia trovano compimento gli anni e le esperienze, le poesie imperfette e i lavori di formazione, le isole utopiche dissolte dalle deflagrazioni della guerra e della verità. Ma nel suo romanzo più significativo il “realismo magico” trova il compimento nella forza della sincerità: gli umili, i vinti, quelli che la scrittrice ama e dalla cui parte si schiera, non prevalgono, non possono sperare in nessun successo, rivalsa o provvidenza. I promessi sposi sono lontani, fondamenta possenti ma ricoperte dalla macerie degli anni e degli eventi. I vinti vengono sballottati sugli scogli, e non c’è più alcuna isola di miti generosi e assolati che possa accoglierli.
Nel periodo del rifugio in quello che venne poi definito, una sorta di porcile, vicino a Fondi Elsa Morante trova la dimensione giusta, la compenetrazione con il mondo contadino che accoglie e protegge lei e Moravia senza pretendere niente in cambio. Con il trascorrere degli anni trasferirà e collocherà le emozioni percepite a Fondi nell’ambito a lei più naturale, la città di Roma, con i quartieri che conosce a menadito, con il modo di vivere, di pensare e di reagire alle sciagure che ha radici antiche e a cui lei aggiunge nuova vita e attualità.
Inizia a guardare le cose come sono. Senza tentare di edulcorare la ferocia con la fiaba né di contaminare la bellezza della resistenza con la retorica.
Uscito nel ’74, negli anni delle ideologie e delle avanguardie, “la storia” della Morante si allontana dai canoni stilistici del tempo confermando la sua originalità, la sua natura di atipica e vorace autodidatta. Disorienta ma indaga su vicende di dolore e riscatto in cui tutti si possono riconoscere.
Questo suo essere una voce fuori dal coro e dalle correnti le valse non poche ostilità dividendo la critica, indipendentemente dal significativo riscontro di pubblico del libro. Alcuni le rimproverarono di non essere al passo con i tempi, di aver conservato una struttura narrativa ancora ottocentesca. Altri la esaltarono considerandola in grado di attraversare territori letterari diversificati vivificandoli, dando loro un’impronta nuova. Ai due estremi contrapposti si collocano coloro che la considerarono segnata da un populismo di maniera e chi al contrario apprezzò la sua capacità di dare voce ad una passionale coralità.
La figura di Elsa Morante continua ancora oggi a dividere.
Dopo trionfi e delusioni, fughe e ritorni, il motto della Morante, la sua stella polare, “bisogna scrivere solo libri che cambiano il mondo” trova compimento puntuale nell’atto del suo tradimento: La storia è un libro che cambia il mondo nel momento esatto in cui smette di volerlo cambiare e inizia a raccontarlo così com’è, tra sangue e sogno, fiaba e massacro.
Ancora oggi, nonostante le schiere di lettori, le innumerevoli edizioni e riedizioni, i convegni e i dibattiti a lei dedicati, Elsa Morante resta una figura a se stante, aliena dalle correnti e dagli schemi prestabiliti. Il costante collocarsi fuori moda da parte della scrittrice, la rende complesso e controverso oggetto di studio e di valutazione, ma, sul fronte opposto, la strappa alle mode effimere e contingenti. Diceva a proposito di moda una che certamente se ne intendeva, Madame Coco Chanel: ” La moda passa ma lo stile resta”. Nel caso di Elsa Morante è stato proprio così. La forza della sua narrativa risiede ancora oggi nella complessità che rifiuta, per scelta e per istinto, soluzioni univoche e rassicuranti.

Ivano Mugnainifoto(4)

Premio Gradiva-New York 2015 . Nuova scadenza: 20 aprile

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allorovita in prosa 3gradiva

La scadenza del Premio Gradiva-New York è stata aggiornata al 20 aprile 2015.

Il nuovo bando è riportato qui di seguito.

STATE UNIVERSITY OF NEW YORK – terza edizione del Premio Gradiva (2015)

La rivista GRADIVA bandisce la terza edizione del Premio Internazionale Gradiva. Al Premio si concorre con un libro di poesia in lingua italiana, pubblicato fra gennaio 2014 e marzo 2015. I libri partecipanti al Premio non saranno restituiti. Non è prevista alcuna quota di partecipazione, ma i partecipanti sono gentilmente tenuti a iscriversi, in forma di donazione, all’Associazione Gradiva International Poetry Society, Inc., i cui intenti sono quelli di promuovere e diffondere la poesia italiana nei Paesi anglofoni. *
Al vincitore sarà assegnato un premio di $1000 (mille dollari), il rimborso delle spese di viaggio aereo (economy class) e il pernottamento per due notti presso il prestigioso Danford Marina Hotel. Una selezione del libro sarà tradotta in inglese e pubblicata in “Gradiva”.
Case editrici o singoli autori devono spedire una copia del loro libro ENTRO IL 20 APRILE 2015 ai membri della Giuria sotto indicati, con l’indicazione, su ogni copia, dell’indirizzo completo dell’Autore, telefono e email. Una copia in PDF va spedita all’indirizzo elettronico della Segreteria del Premio, sotto indicato.

ALESSANDRO CARRERA, Modern & Classical Languages, University of Houston, Texas 77204, USA.
MILO DE ANGELIS, Via Imbriani 31, sc. F., 20158 Milano, Italia.
LUIGI FONTANELLA (Presidente), Dept. of European Languages and Literatures, Humanties Building, SUNY, 100 Nicolls Rd., Stony Brook, New York 11790, USA.
IRENE MARCHEGIANI, 303 Mountain Ridge Dr., Mt. Sinai, New York 11766, USA
ELIO PECORA, Via Paolo Barison 14, 00142 Roma, Italia.

Segreteria del Premio: Sylvia Morandina (con diritto di voto): PO Box 1058, Southold, N.Y. 11971, email: gradivasunysb@gmail.com
Presidente Onorario: Alfredo de Palchi (senza diritto di voto): 33 Union Square W., apt. 6-R, New York, N.Y. 10003, e mail: katpoet13@aol.com

La Giuria selezionerà gradualmente i libri in concorso. Una successiva consultazione determinerà la cinquina finalista, della quale, un’ultima votazione, determinerà il libro vincitore del Premio. La cerimonia di premiazione avrà luogo nell’autunno del 2015, presso il Center for Italian Studies della State University of New York, con sede a Stony Brook, Long Island, e sarà preventivamente comunicata al vincitore, che è tenuto a presenziare alla cerimonia. Non si ammettono deleghe. Per ulteriori informazioni: tel. 001-631-6327448 (martedì e giovedì), oppure inviare email a: gradivasunsyb@gmail.com

* Per l’associazione alla non-profit Gradiva International Poetry Society, che dà diritto a partecipare al Premio, effettuare donazione, con spese bancarie a carico dell’ordinante, tramite bonifico internazionale (bank transfer) di $60 sul conto di GRADIVA, Routing Number 226070584, account 444-3030970, Swift: CHAS US 33; oppure tramite bonifico italiano, in forma di donazione, di euro 50, con spese bancarie a carico dell’ordinante, presso Banca Popolare di Milano, Ag. 240, conto corrente intestato a Luigi Fontanella, IBAN: IT50 I 05584 02800 000000010982, BIC: BPM iit MM240. Spedire la ricevuta all’indirizzo del Premio: PO Box 831, Stony Brook, New York 11790.

Buona partecipazione .   IM

Terza edizione del Premio Gradiva (2015) . Scadenza aggiornata 20 aprile 2015

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allorostonygradiva

STATE UNIVERSITY OF NEW YORK – terza edizione del Premio Gradiva (2015)

La rivista GRADIVA bandisce la terza edizione del Premio Internazionale Gradiva. Al Premio si concorre con un libro di poesia in lingua italiana, pubblicato fra gennaio 2014 e marzo 2015. I libri partecipanti al Premio non saranno restituiti. Non è prevista alcuna quota di partecipazione, ma i partecipanti sono gentilmente tenuti a iscriversi, in forma di donazione, all’Associazione Gradiva International Poetry Society, Inc., i cui intenti sono quelli di promuovere e diffondere la poesia italiana nei Paesi anglofoni. *
Al vincitore sarà assegnato un premio di $1000 (mille dollari), il rimborso delle spese di viaggio aereo (economy class) e il pernottamento per due notti presso il prestigioso Danford Marina Hotel. Una selezione del libro sarà tradotta in inglese e pubblicata in “Gradiva”.
Case editrici o singoli autori devono spedire una copia del loro libro ENTRO IL 20 APRILE 2015 ai membri della Giuria sotto indicati, con l’indicazione, su ogni copia, dell’indirizzo completo dell’Autore, telefono e email. Una copia in PDF va spedita all’indirizzo elettronico della Segreteria del Premio, sotto indicato.

ALESSANDRO CARRERA, Modern & Classical Languages, University of Houston, Texas 77204, USA.
MILO DE ANGELIS, Via Imbriani 31, sc. F., 20158 Milano, Italia.
LUIGI FONTANELLA (Presidente), Dept. of European Languages and Literatures, Humanties Building, SUNY, 100 Nicolls Rd., Stony Brook, New York 11790, USA.
IRENE MARCHEGIANI, 303 Mountain Ridge Dr., Mt. Sinai, New York 11766, USA
ELIO PECORA, Via Paolo Barison 14, 00142 Roma, Italia.

Segreteria del Premio: Sylvia Morandina (con diritto di voto): PO Box 1058, Southold, N.Y. 11971, email: gradivasunysb@gmail.com
Presidente Onorario: Alfredo de Palchi (senza diritto di voto): 33 Union Square W., apt. 6-R, New York, N.Y. 10003, e mail: katpoet13@aol.com

La Giuria selezionerà gradualmente i libri in concorso. Una successiva consultazione determinerà la cinquina finalista, della quale, un’ultima votazione, determinerà il libro vincitore del Premio. La cerimonia di premiazione avrà luogo nell’autunno del 2015, presso il Center for Italian Studies della State University of New York, con sede a Stony Brook, Long Island, e sarà preventivamente comunicata al vincitore, che è tenuto a presenziare alla cerimonia. Non si ammettono deleghe. Per ulteriori informazioni: tel. 001-631-6327448 (martedì e giovedì), oppure inviare email a: gradivasunsyb@gmail.com

* Per l’associazione alla non-profit Gradiva International Poetry Society, che dà diritto a partecipare al Premio, effettuare donazione, con spese bancarie a carico dell’ordinante, tramite bonifico internazionale (bank transfer) di $60 sul conto di GRADIVA, Routing Number 226070584, account 444-3030970, Swift: CHAS US 33; oppure tramite bonifico italiano, in forma di donazione, di euro 50, con spese bancarie a carico dell’ordinante, presso Banca Popolare di Milano, Ag. 240, conto corrente intestato a Luigi Fontanella, IBAN: IT50 I 05584 02800 000000010982, BIC: BPM iit MM240. Spedire la ricevuta all’indirizzo del Premio: PO Box 831, Stony Brook, New York 11790.

Passaggi riflessi , libro di Anna Maria Benone, prefazione

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CopPassaggiRiflessi (1)

Qui di seguito la parte iniziale della mia prefazione al libro di Anna Maria Benone Passaggi riflessi. Ulteriori notizie sul libro e sulle presentazioni previste possono essere reperite a questo link: http://sileleeditore.altervista.org/joomla/novita/148-passaggi-riflessi   e su questa pagina https://www.facebook.com/AnnaMariaBenonePagina .     IM

Passaggi riflessi, Anna Maria Benone, Edizioni Silele, 2015

Il senso del divenire reso esperienza, assimilato gradualmente fino a tramutarlo in ragionamento, senza mai perdere quell’emozione che lo genera e lo nutre. In questo percorso e questo progetto, sintetizzato anche nel titolo del libro, è racchiuso l’arco espressivo di questo volume di poesie di Anna Maria Benone. La poesia dell’autrice spazia tra memoria di istanti vissuti e proiezioni di idee, speranze, ideali onirici ma allo stesso tempo basati sulla concreta pratica dei rapporti umani, sulla convivenza, sul rispetto, su una idealità resa esperienza quotidiana, vissuta, o, più esattamente, sperata. Una delle possibili chiavi forse è collocata proprio nella poesia eponima, quella da cui è stato ricavato il titolo del libro, Passaggi riflessi: “Nella leggerezza il ricordo./ Ascolto eteree melodie./ Il dolore si allontana,/ abbrevia le distanze/ simmetrie parallele/ di/ passaggi riflessi”. Il ricordo è leggero. Ma questa leggerezza ha un peso specifico, un potere, una potenzialità complessa. Riesce ad allontanare il dolore. A tenerlo a bada, non a dissolverlo. Perché è proprio la coesistenza tra dolore e ricerca di serenità che gioca un ruolo determinante, in questa specifica poesia e nella totalità della raccolta.
La poesia di Anna Maria Benone è lineare, priva di orpelli barocchi o di metafore articolate. Non è tuttavia una poesia dedita ad una osservazione del mondo estatica ed anodina. C’è una consapevolezza, non di rado amara, delle imperfezioni del tempo e del destino, dei distacchi dolorosi, del divario tra sogni e realtà. Le distanze a cui fa cenno la poesia sopra citata, sono il fardello di cui tenere conto, la sfida da superare, il nodo da sciogliere come quelle “simmetrie parallele”, quasi un ossimoro spaziale e temporale, una di quelle contraddizioni di termini che la vita rende ineludibili.