Letture allo specchio: Il Rifugio dell’Ircocervo

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LETTURE ALLO SPECCHIO

Nel Rifugio dell’Ircocervo si fanno buoni incontri: libri, animali mitologi e lettori attenti, tra cui Eva Luna Mascolino, vincitrice del Premio Campiello 2015, traduttrice, scrittrice di talento e lettrice vorace e acuta. Anche Leonardo ha avuta la ventura di imbattersi nell’Ircocervo.

https://ilrifugiodellircocervo.wordpress.com/2017/04/11/leonardo-da-vinci-loriginale-biografia-letteraria-pubblicata-da-ivano-mugnaini/

Leonardo da Vinci: l’originale biografia letteraria pubblicata da Ivano Mugnaini

APRILE 11, 2017 ~ LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA

Lo specchio di Leonardo – Ivano Mugnaini
(Eiffel Edizioni)

Ci sono personaggi storici di cui siamo convinti di avere capito tutto: i moti dell’animo, gli ideali, lo stile di vita, la grandezza del genio, il contributo dato alle generazioni future e, soprattutto, i lati più significativi della personalità. Leonardo da Vinci rientra senza alcun dubbio in questa categoria, eppure forse non siamo così consapevoli della sua storia personale e dei suoi pensieri come abbiamo sempre creduto.

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A mettere in discussione molte delle certezze che si sono consolidate secolo dopo secolo è stato, di recente, Ivano Mugnaini, autore del romanzo breve Lo specchio di Leonardo, edito da Eiffel Edizioni nel 2016. Una lettura lontanissima dalle rivisitazioni “alla Dan Brown” cui siamo stati abituati di recente e che, se dovesse essere definita in una frase sola, si potrebbe descrivere come un fugace viaggio episodico composto da innumerevoli tappe, in cui ad essere una scoperta è addirittura ogni singolo passo, ogni pennellata, ogni scambio di sguardi e di sorrisi. Qualsiasi microscopico avvenimento è per Leonardo un’occasione, infatti, per raccontare e specialmente per assaggiare la vita.

L’espediente narrativo iniziale è ingegnoso e parte da un incontro casuale fra il Maestro e un popolano qualsiasi, identico nell’aspetto a Leonardo in ogni dettaglio. La scoperta fa venire al pittore l’idea di “scambiare” la propria identità con quella dell’altro, facendosi sostituire nella vita pubblica e nelle occasioni importanti, lasciando che Manrico parli e risponda al posto suo.

Nel frattempo, il vero inventore può dedicarsi in solitudine alle esperienze che prima, per questioni di immagine e non solo, gli erano precluse. Tale punto di vista consente all’autore uno scorcio insospettabile sulle vicende di un uomo che qualunque lettore avrebbe creduto di conoscere, prima di leggere la versione dei fatti in questione. Così, senza veli e senza inni, con la meticolosità di chi la vita la studia e la vuole gustare morso dopo morso, e soprattutto con l’onestà di chi non vuole farsi vedere Altro da quel che è, Leonardo si lascia andare ai propri istinti passionali e violenti, concedendosi picchi di intensità mai sperimentati prima, né nel bene né nel male.

Lo stile a tratti aulico, che però è sempre sapiente e calibrato, e in particolar modo l’incalzare degli eventi con la nonchalance che ha l’esistenza stessa nel suo accadere risultano in questo contesto sempre piacevolissimi. Delicati, intimi, adeguati al punto giusto, pagina dopo pagina. Per di più, la curiosità e la sorpresa iniziali non vengono meno man mano che si prosegue, anzi: il rapporto fra Leonardo e Manrico è destinato al disequilibrio continuo e, se da un lato il “sosia” si avvicina all’arte del dipinto aiutando il Maestro in più di un’occasione cruciale, dall’altro lato questo scatena l’invidia e l’aridità creativa del suo doppio.

Gli sviluppi della vicenda si fanno, dunque, sempre più frenetici dal punto di vista psicologico e diventano letteralmente lo “specchio” di un rapporto costruito su somiglianze e contrasti a un tempo. L’epilogo denso e ineluttabile racchiude così, nel punto più alto dell’intreccio, la chiave di lettura dell’intero romanzo, consentendo di unire fra loro gli spunti di riflessione sparpagliati qua e là e di ritrovarsi in maniera totale in lui, nel Maestro che probabilmente avremmo tutti bisogno di guardare da questa insolita prospettiva bio-letteraria.

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Articolo di Eva Luna Mascolino.

Nata nel 1995 a Catania, dove si è laureata in Lingue curando la prima traduzione mondiale di “Cap Africa”, una raccolta poetica del tunisino Moncef Ghachem. Dal 2016 si è invece trasferita a Trieste per studiare russo, francese e rumeno alla Scuola per Traduttori e Interpreti. Affascinata delle parole fin da sempre, nel 2010 ha vinto il Premio di Poesia Kiwanis in un concorso locale e ha iniziato a collaborare con il quotidiano online “Voci di Città” nel 2011, di cui è stata caporedattrice e vicedirettrice. Nel 2015 ha poi vinto il Premio Campiello Giovani con il racconto “Je suis Charlie” e recensisce adesso narrativa per il blog “Il Rifugio dell’Ircocervo”, oltre a gestire la pagina Facebook “Eva Luna racconta” e a essere in trattativa per una prima pubblicazione editoriale. Chiacchierona e assetata di risposte, ama viaggiare per l’Europa con fotocamera alla mano, guardare serie tv e strimpellare il pianoforte.

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