Giorno: 3 novembre 2020

A TU PER TU – Sebastiano Aglieco

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A TU PER TU

UNA RETE DI VOCI

 

Pubblico oggi la seconda intervista della rubrica A TU PER TU – Una rete di voci.

L’obiettivo della rubrica è espresso qui sotto.

Vi propongo oggi le risposte di Sebastiano Aglieco, di cui riporto in calce all’intervista anche cinque poesie.

Sebastiano Aglieco è nato a Sortino, in provincia di Siracusa, ma vive e lavora in Lombardia. Si esprime sia in lingua che in dialetto siciliano ed è autore di interessanti raccolte poetiche e testi narrativi. Si occupa anche di poesia e letteratura online, tramite il blog COMPITU RE VIVI e un blog di riserva, DA UNO SPAZIO BIANCO, che nel tempo sostituirà il precedente.  In riferimento al nome che ha scelto per il suo nuovo blog, lo stesso Aglieco osserva che “Il nome dice tutto”.

Buona lettura, IM

L’obiettivo della rubrica A TU PER TU, rinnovata in un quest’epoca di contagi e di necessari riadattamenti di modi, tempi e relazioni, è, appunto, quella di costruire una rete, un insieme di nodi su cui fare leva, per attraversare la sensazione di vuoto impalpabile ritrovando punti di appoggio, sostegno, dialogo e scambio.

Rivolgerò ad alcune autrici ed alcuni autori, del mondo letterario e non solo, italiani e di altre nazioni, un numero limitato di domande, il più possibile dirette ed essenziali, in tutte le accezioni del termine.

Le domande permetteranno a ciascuna e a ciascuno di presentare se stessi e i cardini, gli snodi del proprio modo di essere e di fare arte: il proprio lavoro e ciò che lo nutre e lo ispira.

Saranno volta per volta le stesse domande.

Le risposte di artisti con background differenti e diversi stili e approcci, consentiranno, tramite analogie e contrasti, di avere un quadro il più possibile ampio e vario individuando i punti di appoggio di quella rete di voci, di volti e di espressioni a cui si è fatto cenno e a cui è ispirata questa rubrica.

infanzia resa

5 domande

a

Sebastiano Aglieco

1 ) Il mio benvenuto, innanzitutto.

Puoi fornire un tuo breve “autoritratto” in forma di parole ai lettori di Dedalus?

Grazie a te per l’attenzione. Ecco un mio breve profilo: sono nato a Sortino, in Sicilia, il paese dei muli della Cavalleria Rusticana. Scrivo da sempre. Ho pubblicato libri di poesia, saggistica, narrativa. Sono un maestro di scuola elementare impegnato nella formazione delle persone attraverso gli strumenti della scrittura e del  laboratorio teatrale.

 

2 ) Ci puoi parlare del tuo ultimo libro (o di un tuo lavoro recente che ti sta a cuore), indicando cosa lo ha ispirato, gli intenti, le motivazioni, le aspettative, le sensazioni?

Cita, eventualmente, qualche brano di critica che ha colto l’essenza del tuo libro e del tuo lavoro più in generale.

Particolarmente gradita sarebbe, inoltre, una tua breve nota personale sul libro (o sull’iniziativa artistica).

Qualche riga in cui ci parli del tuo rapporto più intimo con questa tua opera recente.

Il mio ultimo libro di poesia si chiama INFANZIA RESA, uscito due anni fa per IL LEGGIO, nella collana Sguardi diretta da Gabriela Fantato.

E’ un libro diario, resoconto conclusivo, riflessione filosofica, testimonianza umana, sul difficile e delicato mestiere del maestro di scuola primaria. Il libro è stato scritto nella mia attuale scuola, L’Istituto Casa del Sole, ubicato dentro i confini del parco Trotter di Milano; è una scuola storica, con una sua storia bellissima.

Il libro contiene un’introduzione di Massimiliano Magnano, poeta e insegnante della mia isola, e quattro domande di Vincenzo Di Maro, poeta e insegnante anche lui. Ho scelto di accompagnare il libro con le parole di queste persone che, oltre ad essere amici e poeti valenti, in quanto insegnanti sono in grado di cogliere il messaggio contenuto nel mio lavoro.

INFANZIA RESA è forse il mio lavoro più “pericoloso”, basato su una lingua che riflette e si riflette con estrema generosità e innocenza, mai discostandosi dal tema dell’insegnamento e dell’abitare la scuola a contatto stretto con i bambini.

E’ anche un resoconto sulla didattica costruita in questi anni, sul desiderio di accompagnare ed essere accompagnato –  una scelta è stata quella di pubblicare insieme ai miei testi quelli dei miei alunni/poeti.

 Riporto qui alcuni stralci critici degli amici che ne hanno voluto parlare:

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Poesia intenzionalmente (e dolorosamente) etica, quella di Aglieco, in cui l’incontro con l’autentica realtà – la realtà dell’essere, non dell’avere; la realtà del donare e dell’abbandonarsi, non del possedere – è possibile soltanto nei disarmati e limpidi confini dell’auto-cancellazione e, dunque, nel recupero dell’infanzia, del suo stupore sorgivo.

(Mario Fresa su POESIA)

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Che significa essere un “poeta civile”?

Significa, essenzialmente, sentire la propria parola come uno strumento educativo al “servizio” degli altri (“educare” va qui inteso esattamente nel suo etimo), al servizio, cioè, di quanti ci ascoltano. La sua area di azione oscilla fra la dimensione personale di chi esercita la propria funzione di poeta, e quella pedagogica a cui essa viene indirizzata. Da qui la tensione etica e sociale sottesa alla poesia civile.

(Luigi Fontanella su GRADIVA)

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Insomma un progetto di civiltà si nasconde dietro questa entusiasmante raccolta, l’idea di aiutare le future generazioni a dare vita ad un percorso evolutivo che abbia come punto di partenza l’affrancamento del singolo bambino.

(Marco Tabellione su IL SEGNALE)

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