A TU PER TU – Laura Corraducci

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Le risposte di Laura Corraducci alla domande dell’intervista rivelano la capacità di abbinare il proprio percorso individuale ad una prospettiva ampia, estesa alla comunicazione e all’interazione, fattiva e fertile, con autrici e autori italiani e di altre nazioni.
L’iniziativa “Vaghe Stelle dell’Orsa”, curata dall’autrice, oltre ad avere un nome con bellissime assonanze letterarie e cinematografiche, è un punto di riferimento per la cultura pesarese e non solo.
L’attenzione al dialogo, lo sguardo rivolto a figure femminili di grande rilievo, alla Storia e all’importanza dell’ascolto, sono alcuni dei punti chiave di questa intervista, che, come sempre, vi invito a leggere con attenzione, così come il libro Il passo dell’obbedienza che raccoglie e rende verso e metafora gli stimoli e le fonti di ispirazione.
Buona lettura, IM

libro

5 domande

a

Laura Corraducci

1 ) Il mio benvenuto, innanzitutto.

Puoi fornire un tuo breve “autoritratto” in forma di parole ai lettori di Dedalus?

Grazie a te Ivano per avermi invitata e grazie del benvenuto.  Sono Laura Corraducci, sono di Pesaro, sono insegnante di inglese, poetessa e curatrice della rassegna “Vaghe stelle dell’Orsa” realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della mia città, quest’anno giunta alla sua settima edizione.

2 ) Ci puoi parlare del tuo ultimo libro (o di un tuo lavoro recente che ti sta a cuore), indicando cosa lo ha ispirato, gli intenti, le motivazioni, le aspettative, le sensazioni? Cita, eventualmente, qualche brano di critica che ha colto l’essenza del tuo libro e del tuo lavoro più in generale.

Particolarmente gradita sarebbe, inoltre, una tua breve nota personale sul libro (o sull’iniziativa artistica).

Qualche riga in cui ci parli del tuo rapporto più intimo con questa tua opera recente.

Il mio ultimo libro si chiama Il passo dell’obbedienza.  È uscito a metà settembre del 2020 per la casa editrice Moretti e Vitali con postfazione di Marco Vitale e nota critica di Giancarlo Pontiggia.

E’ un libro che raccoglie il lavoro di oltre cinque anni, è diviso in cinque sezioni, l’ultima, che è quella che dà il titolo al libro, presenta tre sequenze poetiche dedicate a tre figure femminili: Maria, Giovanna La Pazza e Simona Atzori, danzatrice nata senza le braccia.

Ogni sezione ha in sé, credo, un respiro autonomo ma al contempo un passo che conduce all’altra, la sezione centrale si chiama “Il rovescio della luce” ed è ispirata ad eventi e persone legate per lo più ad episodi della Seconda Guerra Mondiale.  La storia è un elemento che mi sta molto a cuore, ho recentemente scritto un testo teatrale legato ad eventi storici- sempre del Secondo Conflitto- accaduti nella mia terra e dei quali poco si sa.

Il titolo del libro può sembrare scomodo, obbedienza è una parola fuori moda oramai da decenni, in realtà, ab-audire significa, invece, ascoltare e ascoltare è una delle cose più difficili e necessarie di sempre, in poesia come nella vita, dare ascolto alla voce profonda di noi stessi richiede, prima, silenziare tutte quelle che ci gridano sopra, per riuscire a trovarla, a sentirla, e questo vale anche nel rapporto con l’altro, nel dialogo, nel silenzio che posso rivolgere all’altro.

L’obbedienza è anche qualcosa che ti mette in movimento, non è sottomissione passiva, molte volte uso nei testi la parola “passo”, l ’ultimo verso del libro recita nel passo danzante dell’obbedienza, perché obbedire all’intimo di noi stessi comprende sempre un cambiamento e un andare.

3 ) Fai parte degli autori cosiddetti “puristi”, coloro che scrivono solo poesia o solo prosa, o ti dedichi a entrambe?

In caso affermativo, come interagiscono in te queste due differenti forme espressive?

Scrivo principalmente poesia anche se in forma prosastica ho scritto due opere per lettura teatrale, la prima si chiama Dell’amore, della parola e di altri tormenti,  un recital poetico in cui vengono narrate le storie di quattro coppie di poeti e scrittori (Plath-Hughes, Carver-Gallagher, Campana- Aleramo, Raboni- Valduga) alternate ai loro versi, la seconda, invece,  è un’opera legata alla storia, come accennato, della Seconda Guerra Mondiale,  ad episodi accaduti a Pesaro e in paesi vicini di cui poco si sa, ma anche qui ho alternato prosa e poesia (mia).

4 ) Quale rapporto hai con gli altri autori? Prediligi un percorso “individuale” oppure gli scambi ti sono utili anche come stimolo per la tua attività artistica personale?

Hai dei punti di riferimento, sia tra i gli autori classici che tra quelli contemporanei?

Non prediligo un percorso individuale, gli scambi sono importanti, io ho pubblicato tre libri, non mi considero una poetessa prolifica, dal primo a questo ultimo sono passati 13 anni, posso dire che i rapporti con altri autori mi hanno certamente aiutata, non sono, però, sempre facili o corrisposti perché la relazione a volte può essere intaccata da una dinamica di scambio, quando questa  però non esiste, una voce esterna diventa necessaria ad aiutarti a mettere a fuoco la tua poesia, a vedere  dove il percorso che fai ti sta portando.

Il mio poeta preferito di sempre è Giovanni Raboni, lo leggo da anni ed è come

non smettessi di leggerlo, fra i classici direi Dickinson su tutti, amo molto anche Achmatova e fra i contemporanei Tomada, Cappello, Anedda, ma anche tanti altri, la poesia contemporanea italiana ha ottime voci sia maschili che femminili, alla mia rassegna ne ho ospitate diverse. 

5 ) L’epidemia di Covid19 ha modificato abitudini, comportamenti e interazioni a livello globale.

Quali effetti ha avuto sul tuo modo di vivere, di pensare e di creare?

Ha limitato la tua produzione artistica o ha generato nuove forme espressive?

La prima fase di chiusura mi ha regalato molto tempo (oltre alla paura) e mi ha consentito di scrivere e di leggere, ho spostato la mia rassegna online (come tanti) e devo dire che si è rivelato positivo, molte persone che non la conoscevano (al di fuori di Pesaro) hanno avuto la possibilità di vederla e di ascoltare i poeti ospiti.

Quello che mi manca è la dimensione “live” della poesia, soprattutto ora con il libro che vorrei presentare e leggere senza che questo passi solo da recensioni (sempre graditissime e di cui sono profondamente grata) online e cartacee, le poesie vanno anche lette a voce alta, in una dimensione umana e di ascolto, direi che è la cosa che più mi fa stare male ed è, naturalmente, anche conseguenza del vivere più rinchiusi e soli.  Avverto la stessa fatica con la scuola, la didattica on line è un grande fake (almeno secondo me seppure obbligata a causa della pandemia), non può esistere scuola (come vita) senza relazione vera e non sfalsata da uno schermo, dal punto di vista umano, educativo e dell’apprendimento.

Da maggio ad oggi ho realizzato per il Comune di Pesaro (sul portale del Comune)  dei brevi video di poesia, leggo poeti contemporanei per lo più, e penso sia un’ottima iniziativa per diffondere la poesia, questa grande sconosciuta, è sempre stato un mio “pallino” diffondere e far conoscere poesia a chi non ne è mai stato sfiorato, sono assolutamente convinta ce ne sia un bisogno quasi fisico, soprattutto ora, anche se, a volte, inconsapevole.

mugnaini

Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede, è insegnante di inglese. Nel 2007 pubblica il suo primo libro di poesie con Edizioni Del Leone dal titolo Lux Renova.Suoi inediti sono apparsi su Punto Almanacco della poesia italiana 2014, edizione Puntoacapo, Gradiva con nota critica di Giancarlo Pontiggia, Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea 2, Raffaelli editore. Dal 2012 organizza, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della sua città, la rassegna poetica “Vaghe stelle dell’Orsa” dedicata alla poesia contemporanea italiana e straniera che ha visto come ospiti fra i poeti più importanti del panorama letterario italiano e straniero. Nel 2015 per Raffaelli editore pubblica la sua seconda raccolta poetica dal titolo Il Canto di Cecilia e altre poesie che si classifica al secondo posto nel concorso poetico “Premio di poesia Camposampiero 2016”. Ha scritto e portato in scena il recital poetico Dell’amore, della parola e di altri tormenti. Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola, inglese, olandese, rumena e portoghese. Ha tradotto il libro Dire sì in russo della poetessa inglese Caroline Clark, poesie della poetessa turca Muesser Yehniay e del poeta americano Bill Wolak. Il passo dell’obbedienza edito Moretti e Vitali è il suo terzo libro di poesie

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