A TU PER TU – Michela Farabella

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Il libro di cui parla Michela Farabella in questa intervista è incentrato su una tematica dolorosa e purtroppo sempre attuale, la malattia, nello specifico l’Alzheimer.
Il titolo del libro è Italo con te partirò ed è di impronta autobiografica.
“Ho scritto questo libro perché la storia di Italo, mio padre, appartiene un po’ a tutti. Il mio è stato vero amore incondizionato. Al di là del coinvolgimento emotivo, posso dire che sono stati per me quattro lunghi anni difficili, di grandi battaglie. Mio padre era condannato a morire, non per la sua malattia neuro degenerativa, ma perché il sistema aveva deciso così. Gli anziani malati rappresentano un costo elevato per la Sanità. Lo so, la mia è una denuncia forte. Il libro si presta a due livelli di lettura diversi. Da un lato la mia denuncia cruda di una situazione gravissima che ci viene raccontata spesso dai giornali e il secondo livello di lettura è quello di una malattia sconvolgente, l’Alzheimer, che solo chi la vive può realmente capire cos’è”.
Cito testualmente le parole di Michela perché evidenziano bene il suo stato d’animo e il suo atteggiamento. La tematica è scottante, come lei stessa evidenzia. Lo spazio del blog è aperto a questa sua testimonianza e anche, eventualmente, alle repliche, a pareri contrari, a testimonianze divergenti.
Possiamo fare da cassa di risonanza per tutte le voci espresse con partecipazione e civiltà.
Si può inoltre esprimere un parere personale sul libro, sulle caratteristiche letterarie del testo, che, come possiamo intuire, non sono separabili dal contenuto, dalla vicenda da cui traggono origine.
Il libro è scritto conservando, pur nel dolore, nella pena, nella rabbia, una lucidità che consente chiarezza e fluidità, seguendo passo passo l’evolversi della trama, con nitidezza descrittiva. L’approccio è variegato e multiforme: accanto alla ricchezza di particolari quasi giornalistica o documentaristica si colloca la dimensione emotiva, psicologica, espressa sempre con forza. Il libro parla di una vicenda individuale, di un percorso del destino, ma, tra le righe, in modo spontaneo, ne emergono i valori simbolici, perfino allegorici, tra i contorni dell’eterno conflitto tra il destino e le aspirazioni, i progetti e gli affetti umani.
La storia che Michela narra con passione e dignità, riguarda, in qualche misura, tutti noi.
Spero che questa sua intervista, questa suo accorato invito all’ascolto, possa contribuire a generare un civile dibattito e a far conoscere meglio a tutti noi una malattia particolarmente invasiva per chi la vive in prima persona e per le persone coinvolte per legami familiari o affettivi con i pazienti.
Soltanto attraverso la conoscenza si può tentare di contenere il male, generando, ovunque sia possibile, spazi di maggiore vivibilità.
IM

A TU PER TU

UNA RETE DI VOCI

Italo, con te partirò». La storia shock di un anziano malato di Alzheimer:  Amazon.it: Farabella, Michela: Libri

5 domande

a

Michela Farabella

 

1 ) Il mio benvenuto, innanzitutto.

Puoi fornire un tuo breve “autoritratto” in forma di parole ai lettori di Dedalus?

Grazie! Buongiorno a tutti.  Sono nata a Torino nel 1973, e ho iniziato la mia carriera come assistente di volo per la compagnia di bandiera “Alitalia”, professione che mi ha permesso di visitare molti paesi del mondo e vivere in un contesto multiculturale.

Dal 2002, al 2006 ho lavorato presso  il Comitato Olimpico Invernale Organizzazione dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, e  mi sono  di progetti speciali a valore sociale in collaborazione con istituzioni internazionali.

Mi sono avvicinata al mondo dell’editoria grazie alla tipografia dei miei genitori; da sempre appassionata di scrittura, sono autotrice e blogger, e collaboro dal 2010 con il quotidiano  Cinquew News, diretto da Giuseppe Rapuano, si occupa di attualità, cultura e società.

Attiva in ambito sociale, sostengo numerose associazioni di volontariato, a persone e famiglia, mettendo a servizio  delle strutture la mia esperienza sul territorio  e assistendo e sostenendo i pazienti con malattie neurodegenerative e le loro famiglie.

2 ) Ci puoi parlare del tuo ultimo libro (o di un tuo lavoro recente che ti sta a cuore), indicando cosa lo ha ispirato, gli intenti, le motivazioni, le aspettative, le sensazioni?

Cita, eventualmente, qualche brano di critica che ha colto l’essenza del tuo libro e del tuo lavoro più in generale.

Particolarmente gradita sarebbe, inoltre, una tua breve nota personale sul libro (o sull’iniziativa artistica).

Qualche riga in cui ci parli del tuo rapporto più intimo con questa tua opera recente.

“Italo con te partirò” il primo romanzo autobiografico che ho scritto sull’Alzheimer. Un libro autobiografico ,crudo, drammatico, una storia shock,  l’Alzheimer che non è mai stato raccontato! il

Ho scritto questo libro perché la storia di Italo, mio padre appartiene un pò a tutti. Il mio è stato vero amore incondizionato. Al di là del coinvolgimento emotivo, posso dire che sono stati per me quattro lunghi anni difficili, di grandi battaglie. Mio padre era condannato a morire, non per la sua malattia neuro degenerativa, ma perché il “sistema” aveva deciso così. Gli anziani malati rappresentano un costo elevato per la Sanità. Lo so, la mia è una denuncia forte. Il libro Si presta a due livelli di lettura diversi. Da un lato la mia denuncia cruda di una situazione gravissima che ci viene raccontata spesso dai giornali e il secondo livello di lettura è quello di una malattia sconvolgente, l’Alzheimer, che solo chi la vive può realmente capire cos’è. Vorrei collaborare con voi; sarebbe bellissimo poterne parlare; il tema degli anziani nelle Rsa, soprattutto in questo periodo legato al Covid è un tema davvero importante e spesso le maggiori testate e le trasmissioni televisive o non ne parlano o ne parlano poco.

 

3 ) Fai parte degli autori cosiddetti “puristi”, coloro che scrivono solo poesia o solo prosa, o ti dedichi a entrambe?

In caso affermativo, come interagiscono in te queste due differenti forme espressive?

Non sono purista e amo sia la prosa che la poesia.  La poesia e la prosa sono intrinsecamente musica. Si completano Hanno solo ritmi diversi. Del resto, non c’è romanziere, che non nasconda un passato di abbandoni alla poesia.

4 ) Quale rapporto hai con gli altri autori? Prediligi un percorso “individuale” oppure gli scambi ti sono utili anche come stimolo per la tua attività artistica personale?

Hai dei punti di riferimento, sia tra i gli autori classici che tra quelli contemporanei?

Amo moltissimo leggere e non seguo un percorso delineato. Leggo da Lichtenberg a Puskin, da Ruskin Baudelaire .

In questo momento ho scoperto lo scrittore americano Michael Frank e devo dire che mi piace moltissimo.

5 ) L’epidemia di Covid19 ha modificato abitudini, comportamenti e interazioni a livello globale.

Quali effetti ha avuto sul tuo modo di vivere, di pensare e di creare?

Ha limitato la tua produzione artistica o ha generato nuove forme espressive?

Con il Covid è cambiato tutto. Si sono rotti quelli che io definisco schemi dell’anima. La mia produzione artistica durante il lockdown è aumentata; ho scritto sceneggiature, un nuovo romanzo, ho curato interviste ed ora sto ripartendo con una nuova trasmissione radiofonica su Open Radio 24,  che si intitola “Un’Ora d’Aria”

Cinquew Estero Foto Italia News Notizie Video!

Michela Farabella è nata a Torino nel 1973. Ha iniziato la sua carriera come assistente di volo per la compagnia di bandiera “Alitalia”, una professione che le ha permesso di visitare molti paesi del mondo e di vivere in un contesto multiculturale. A partire dal 2002 ha lavorato presso il Comitato Organizzativo dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, occupandosi di progetti speciali a valenza sociale in collaborazione con le istituzioni internazionali. Attualmente si occupa di Logistica Industriale per una multinazionale. Si avvicina al mondo dell’editoria grazie alla tipografia dei genitori; da sempre appassionata di scrittura, è autrice e blogger, e collabora dal 2010 con il giornale CinquewNews, diretto da Giuseppe Rapuano, occupandosi di attualità, cultura e società. Attiva nel sociale, sostiene moltissime associazioni di volontariato, in funzione delle persone e della famiglia, offrendo la propria esperienza ai servizi ed alle strutture di aiuto e ascolto presenti sul territorio. Ideatrice di “Alzheimer Spazio Italo”, un contenitore virtuale, coordina uno spazio che assiste e sostiene i malati di patologie neurodegenerative e le loro famiglie, occupandosi, in collaborazione con “Difeso e Risarcito”, degli anziani affetti da demenza ed Alzheimer, nonché indifesi e vittime di maltrattamenti.

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