Mese: luglio 2022

Il principio della scorta – Valeria Serofilli

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Il materiale che mi è stato inviato da Valeria Serofilli (e che pubblico integralmente in questo post) è così ampio e variegato che già rappresenta un valido biglietto di visita per questo suo libro di recente uscita pubblicato da Leonida Edizioni.

Mi riferisco alle circostanziate note introduttive di Floriano Romboli e Armando Saveriano in cui i due critici esprimono con dovizia di dettagli e di riferimenti testuali e intertestuali il loro punto di vista sul volume. Ma faccio riferimento anche alla nota dell’autrice stessa in cui la Serofilli spiega l’articolazione, la suddivisione interna delle varie parti del libro e altre caratteristiche “tecniche” del testo che ne determinano l’essenza e ne orientano i contenuti.

Da parte mia, aggiungo alcune piccole osservazioni personali, annotando sinteticamente che il titolo, così distante dalla tendenza dominante nella maggioranza dei libri di poesia, conduce su strade originali e accattivanti. Ai lettori il compito e il gusto di verificare la coerenza del titolo con i contenuti e con gli intenti espressivi che annuncia ed evoca. Non ultimo, trovo interessante l’accostamento in uno stesso volume di due modi e mondi espressivi in apparenza distanti come la poesia e il teatro. Anche in questo caso ai lettori l’onere e il piacere di verificare la fluidità di questo alchemico amalgama.

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Prefazione

di

Floriano Romboli

“Il senso della vita, la forza dell’amore,

il fascino della poesia”

Valeria Serofilli ha fin dagli esordî inteso il proprio lavoro poetico quale occasione di vivo impegno conoscitivo, momento privilegiato di reiterata, metodica riflessione intorno al significato dell’esistenza, ai valori primarî di essa, ai suoi fondamenti etico-sentimentali. La ricerca artistico-letteraria non nasconde la profondità dell’intento esplorativo, il desiderio intenso di verità che l’ispira, eppure rifiuta ogni posa cattedratica, ogni supponenza definitoria, esprimendo idee attenuandone però nel contempo la rigidità con una saggezza antidogmatica, che consegue il suo equilibrio attraverso l’elaborazione formale. Leggi il seguito di questo post »

LOST (AND FOUND) IN TRANSLATION

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LOST (AND FOUND) IN TRANSLATION

La scrittrice e poetessa serba Valentina Novković, che ringrazio, mi ha rivolto alcune empatiche ed interessanti domande. Ho accettato volentieri di rispondere. Il problema è che Valentina non parla italiano e io non parlo serbo. Abbiamo dialogato in inglese e Valentina ha poi inviato le domande alla rivista Pokazivač. Ringrazio anche la scrittrice Khosiyat Rustam per aver pubblicato l’intervista nella rivista uzbeca Kitob dunyosi.

Ho ritradotto domande e risposte in italiano.

Viva Babele, e buona estate a tutte e a tutti,

IM

Lost 2
 Intervista di Valentina Novković
a Ivano Mugnaini
 
  • Tra i classici della letteratura italiana ci sono Ludovico Ariosto, Italo Calvino, Umberto Eco, Alessandro Manzoni e molti altri. Quali scrittori italiani o mondiali hanno avuto la maggiore influenza su di te, ricordi il primo libro che hai letto?
Comincio dall’ultima parte, che è la più facile: qualche anno fa (meglio non contarli) un’anziana signora che abitava vicino a  me mi regalò un pallone e un libro. Mi sono piaciuti entrambi i regali. Mi hanno dato un senso di libertà. Il libro era Il giro del mondo in ottanta giorni. Forse era solo un caso, o forse un segno.
Gli autori che hai elencato nella tua domanda hanno dimostrato che la letteratura può volare (e far volare i lettori) attraverso epoche e luoghi diversi, nel mondo e nella dimensione ancora inesplorata, selvaggia e meravigliosa che è la mente umana.
Mi piacciono gli scrittori che indagano, con ironia, la condizione umana. Potrei citarne diversi, Pirandello, Beckett, Jonesco e molti altri.

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