Giorno: 24 agosto 2022

25 agosto In-Chiostro – aggiornamenti

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IN- CHIOSTRO GIOVEDI’ DI AUTORI E DI LIBRI

Giovedì 25 i libri di Laura Romano, Elisabetta Pamela Petrolati e Alessandra Carnovale

Piazza di Ponte S. Angelo, imbarco TeverEstate

Questa volta saranno ben tre gli incontri letterari di “In-Chiostro, giovedì di autori e di libri”, kermesse culturale ideata e organizzata da Elisir, all’interno del suggestivo chiostro di S. Francesca Romana, ex convento del 1400 sito in Trastevere, oggi Borgo Ripa, nel cuore di Roma. Ma per il prossimo giovedì 25 c’è una novità: tutta la…carovana di scrittori e scrittrici, relatori, poeti e poetesse, giornalisti e cameraman, pubblico, curiosi, letterati e lettori, si sposterà in Piazza Ponte S. Angelo con ingresso all’imbarco TeverEstate (in caso di pioggia invece, il tutto si svolgerà al Caffè Letterario di via Ostiense, 95). Resta invariato l’orario, 18,45. 

In-Chiostro, giovedì di autori e di libri”, rassegna letteraria di ben otto serate, per un totale di venti incontri e trenta autori (l’ultima sera verrà presentato un libro corale realizzato da undici autori italiani), coinvolge scrittori e poeti di diversi generi, proprio per offrire al pubblico un panorama letterario diversificato: fiabe e favole, narrativa sociale, romanzi di formazione, saggi, romanzi storici, racconti, poesie, romance, thriller e tanto altro, giovedì prossimo giunge al suo terzo appuntamento.

Dopo le favole di Manuela Minelli e Laila Scorcelletti e la poesia in tandem di Terry Olivi e Alberto Roversi, dopo il romanzo sociale del salernitano Giangiacomo Tedeschi e l’ultimo romanzo della comasca Paola Minussi, giovedì 25 alle 18,45 sarà la volta della scrittrice e saggista Laura Romano, anche lei di Como, che presenterà il suo nono libro “Tra onde e cielo” (Ed. Il Ciliegio), la sua prima opera di narrativa, uno straordinario romanzo di formazione al femminile che, attraverso la voce di tante donne di diversa età ed estrazione sociale racconta di affetti, legami, perdite, della ricerca di sé stesse, un racconto corale che attraversa il tempo e l’intero ciclo dell’esistenza. Tutte le donne che Maia incontra sul suo cammino restano impresse nel cuore di chi legge perché è impossibile non riconoscere una parte di sé in ognuna delle protagoniste. La Romano sa scrivere e descrivere gli animi umani come pochi al mondo, scende nel profondo, scandaglia e riporta a galla preziosi calidoscopi di sensazioni e atmosfere e vissuti in un viaggio emozionale che incanta e stordisce.

A seguire, “Poesia in tandem” con le poetesse Elisabetta Pamela Petrolati e Alessandra Carnovale, entrambe di Roma. Elisabetta Petrolati, sociologa e insegnante di scuola primaria, vincitrice di vari premi e riconoscimenti, presenterà la sua ultima silloge poetica “Lo stato del mai” (Venaplus Edzioni), in cui accompagna il lettore a riconoscere quell’attimo infinitesimale definito come “il mai” in cui tutto è racchiuso e dove tutto deve essere ancora generato e creato nella sua infinita varietà di possibilità. Un concetto sofisticato e delicato al tempo stesso, da cogliere nella sua essenza, inevitabile ma che spesso non si percepisce a livello cosciente.  Di qui l’importanza della parola come veicolo sacro attraverso cui esprimere i moti dell’anima che accompagnano questo stato del mai.

Alessandra Carnovale, poetessa e artista della ceramica, presenta invece “La scorza delle parole” (Eretica Edizioni), un libro intenso, una raccolta che intende sottrarre alla poesia ogni patina di abbellimento, e come dice il titolo, proprio come succede tolta la scorza di un asprigno limone, che diventi capace di mostrare piuttosto la realtà della vita e i suoi drammatici rapporti di forza.

Il libro della Carnovale è una godibilissima raccolta poetica, non solo intensa nel suo linguaggio, ma anche intrisa di rivisitazioni di miti, nella quale si parla del senso della poesia, di maternità, di amori, di una terra arida e capricciosa. Un viaggio all’interno di un universo complesso, nel quale spesso l’unico antidoto alla fatica di vivere diventa il guardare e il raccontare il mondo con ironia, caratteristica che spesso fa capolino tra i testi.

Anche domani sera durante le presentazioni dei libri si potrà scegliere di gustare un drink, un aperitivo, pizze, primi, hamburger e patatine.

“In Chiostro, giovedì di autori e di libri” tornerà poi a Borgo Ripa giovedì 1 settembre con il pluripremiato, straordinario romanzo di Titti Federico, “Asbestos” (Felici Editore) e con l’ultimo thriller di Mauro di Giorgio, “Ombre d’autunno” (Viola Ed.)

Presentano e conducono gli incontri Manuela Minelli e Vanna Alvaro.

Tutte le serate sono riprese da HTO.tv

Piazza Ponte S. Angelo – ingresso all’imbarco TeverEstate – (in caso di pioggia Caffè Letterario – via Ostiense, 95) – Roma – Ore 18,45 – Ingresso gratuito

Info: elisirletterario@gmail.com

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“Crisalidi”, di Giuliana Donzello

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“Il vero viaggio della scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. La frase è di Proust, ma ben si addice al senso e alla direzione del percorso letterario di Giuliana Donzello. Lei stessa la cita, appropriatamente, nel sincero e dettagliato resoconto che mi ha inviato per descrivere le tappe che l’hanno condotta a scrivere il libro di poesie Crisalidi.
Segnalo volentieri il libro di Giuliana, e consiglio a chi leggerà questo post di dare un’attenta occhiata anche alla nota in cui l’autrice parla del suo volume. Per le informazioni che contiene, utili ad una comprensione partecipata delle tematiche e delle simbologie, ma anche per il rispetto sincero nei confronti della poesia che l’ha condotta ad avvicinarsi gradualmente al mondo dei versi, senza fretta, senza approssimazioni ed improvvisazioni.
“La crisalide è uno stato di quiescenza, in cui l’insetto completa la metamorfosi con una serie di cambiamenti morfologici che trasformano il bruco in farfalla. Il ricorso metaforico alle crisalidi del titolo doveva indicare il mio stato iniziale di poetessa. Mi sono sentita bruco, ma doveva essere benaugurante della mia metamorfosi in farfalla”, scrive la Donzello.
In un mondo caratterizzato da frettolose prosopopee, è bello osservare la solenne e progressiva sacralità di questo passaggio compiuto con la cura e l’eleganza di un rito orientale.
Il risultato è un libro maturo e consapevole, ma, per fortuna dell’autrice e dei lettori, i versi sono pervasi anche dall’immediatezza di uno stupore sincero (torna con frequenza questo aggettivo chiave perché costante è l’impressione di genuinità non forzata e non di maniera che traspare dalle pagine).
Come sempre accade in questo spazio riservato alla segnalazioni di libri, mi limito volutamente ad accennare ad alcuni punti cardine.
È giusto ed è bello che sia il lettore a scoprire i momenti in cui la crisalide muta il suo aspetto in farfalla. E il modo in cui accade, nel mondo della scrittura, è sia forma che sostanza.
Il consiglio è quello di sempre: cercare il libro, magari anche contattando l’autrice o l’editore, e leggendolo confrontare le proprie impressioni con le coordinate fornite qui succintamente, ma anche in maniera più diffusa nella prefazione che pubblico integralmente in questo stesso post.
Da parte mia, confermando il mio consiglio di lettura, e, auspicando per tutti i “dedalonauti” un favorevole ritorno alle attività dopo la pausa vacanziera, aggiungo solo un altro breve ma luminoso dettaglio tratto anche in questo caso dalla nota dell’autrice:
“Dalla memoria affiora il ricordo che consente un viaggio dalle diverse connotazioni e fedeli al dualismo di Henri Bergson sono le liriche affidate a due diverse sezioni: “presenze e desideri”, affidate ad un linguaggio volutamente più lirico; “mancanze e assenze” dove il linguaggio si fa introspettivo della realtà”.
Nel momento in cui “de-sidera” e percepisce il senso del pieno e del vuoto il bruco è già farfalla.
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Crisalidi – Nota dell’autrice 
Il libro nasce da un atto di consapevolezza. Per molti anni ho fatto della prosa poetica il mio stile, perché consideravo la poesia così alta e destinata ad essere privilegio di pochi eletti, da considerare ancora immaturo e maldestro il mio approccio. Eppure in tutto ciò che scrivevo la poesia si rivelava. Determinante per me è stato il percepire imminente e necessario un mutamento.
La crisalide è uno stato di quiescenza, in cui l’insetto completa la metamorfosi con una serie di cambiamenti morfologici che trasformano il “bruco” in farfalla. Il ricorso metaforico alle “crisalidi” del titolo doveva indicare il mio stato “iniziale” di poetessa. Mi sono sentita “bruco”, ma doveva essere benaugurante della mia metamorfosi in “farfalla”.
Per scelta i testi sono brevi ed essenziali, risultato di un lavoro di limatura condotto soprattutto sul ritmo, le sonorità delle parole e le immagini a cui esse aprono attraverso l’uso delle metafore, lasciando al lettore libertà di lettura e di immedesimazione. Sullo sfondo della ricerca c’è sempre il rapporto tra la realtà dello spirito e la realtà della materia, come insegna Bergson.
Dalla memoria affiora il ricordo che consente un viaggio dalle diverse connotazioni e fedeli al dualismo di Henri Bergson sono le liriche affidate a due diverse sezioni: “presenze e desideri”, affidate ad un linguaggio volutamente più lirico; “mancanze e assenze” dove il linguaggio si fa introspettivo della realtà.
Accanto all’amore in tutte le sue accezioni vivono da protagonisti luoghi e città. Venezia ricorre sovente, anche in una semplice foto, il più come emblema di solitudine e sinonimo di separazione forzata dagli eventi, e soprattutto luogo di partenza ed eterno ritorno della mia scrittura, con Santa Croce, il sestiere che mi ha vista bambina e adolescente e al quale ritorna l’anima della donna adulta.
Tema antico, il tempo segna ogni cambiamento, disegna altri volti, scandisce le azioni del quotidiano, è spesso affidato a descrizioni liriche, dove la struttura lineare del verso comporta attraverso un traslato un rovesciamento del discorso che permette di comprendere l’assunto secondo il quale la poesia si caratterizza per la sua funzionalità estetica delle sue figure retoriche.

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