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Goliarda Sapienza e la scomoda arte dell’anticonformismo

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Ci sono libri e autori che non vengono piegati dalle leggi del tempo e del mondo. Restano ai margini per un certo periodo, può trattarsi di anni o addirittura di decenni, perché precorrono il sentire di un’epoca, e questo dono, prima di essere compreso, è un fardello, o perfino una colpa, agli occhi dei più.

Se oggi Goliarda Sapienza è nota e riconosciuta tra le scrittrici più significative del ‘900, si deve al passaparola e a quello spirito libero, quasi anarchico, di coloro che leggono senza pregiudizi, non certo ai paludati, prudenti e non di rado miopi membri dell’intellighenzia.

Parlare e scrivere di Goliarda Sapienza vuol dire capire le ragioni di un fenomeno letterario che è cresciuto in modo autonomo, con una progressione costante, tuttora in corso, e si è diffuso a macchia d’olio all’estero, dopo che per anni, in vita, la figura dell’autrice è passata sotto silenzio, snobbata se non ignorata dall’editoria italiana. La personalità singolare, la vita controversa e fuori dagli schemi e uno stile appassionato sono il marchio di una scrittura che ha trovato nel capolavoro L’Arte della Gioia una sintesi in grado di affascinare i lettori di vari paesi.

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Il mio personale excursus sulla figura di Goliarda Sapienza, scrittrice e poetessa ma anche attrice e sceneggiatrice, seguirà le tappe e il percorso di questi “viaggi al centro dell’autore”: prenderà le mosse dai luoghi che ne hanno segnato più profondamente la vita e l’opera, quelli con cui ha interagito, ricevendone vita e restituendola, strappando al silenzio e alla follia i segni dell’arte della gioia, e del dolore, riprodotti con una penna coraggiosa e sincera.

L’incipit de L’arte della gioia riassume perfettamente l’istinto e la deliberata ricerca della sincerità, il volto nudo delle cose: “Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle caviglie ma devo tirare, non so perché ma lo devo fare. Lasciamo questo mio primo ricordo così com’è: non mi va di fare supposizioni o d’inventare. Voglio dirvi quello che è stato senza alterare niente.”

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Goliarda Sapienza nasce il 10 maggio 1924 a Catania. La madre, Maria Giudice, è una sindacalista nota e impegnata, prima donna a dirigere la Camera del Lavoro di Torino, mentre il padre, il catanese Peppino Sapienza, è un avvocato dedito principalmente alle cause della povera gente. Sarà l’educazione anarchica del padre a segnare un’impronta profonda sul suo modo di guardare alla vita, lo sguardo intenso, l’angolazione sghemba, di taglio, sprazzo di luce su una ferita.

(l’articolo completo a questo link: http://www.ivanomugnaini.it/goliarda-sapienza-e-la-scomoda-arte-dellanticonformismo/ )

incontri in libreria

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LIBRERIA POPOLARE , MILANO

Martedì 9 aprile, ore 21: presentazione del volume “Il pianto degli zingari”.
Ne parliamo con l’autore Paul Polansky, poeta e attivista per i diritti umani. Interviene Fabrizio Casavola, redazione di MAHALLA.

Giovedì 11 aprile, ore 21: “Discanto in San Francisco-Harmonizing in San Francisco”, “poetage a/r” sul tempio beat – il San Francisco International Poetry Festival – che ha ospitato Sandro Sardella.
Introduce Guido Duiella della Libreria Popolare di via Tadino; Oliviero Ponte Di Pino, scrittore, editor e giornalista, stimola i ricordi ed il percorso dell’artista del segno.

Sabato 13 aprile, ore 18.30: presentazione del romanzo “La misura del danno”.
Ne parliamo con l’autore Andrea Pomella. Introduce Gianni Montieri; letture di brani dell’opera a cura di Anna Toscano.

Domenica 14 aprile, ore 11.30: presentazione del volume “Provaci ancora Radetzky”.
Ne parliamo con l’autore Roberto Barbolini. Interviene Daniela Marcheschi, critico.

Vi ricordiamo inoltre che domenica 7 aprile, alle ore 11.30, all’interno del ciclo “Doppio sguardo. Domeniche con poeti e pittori in libreria”, la prof.ssa Rosanna De Ponti e il prof. Vincenzo Viola ci racconteranno “Montale e l’arte del ‘900”.

Vi segnaliamo infine che, diversamente da quanto precedentemente comunicato, il Seminario di lettura del testo poetico a cura del prof. Vincenzo Viola avrà inizio giovedì 11 aprile.
Inoltre, non c’è più un numero minimo e massimo di iscritti e la data ultima per iscriversi è ora stata spostata al 10 aprile.
Di seguito, ecco il calendario aggiornato.

Giovedì 11 aprile, ore 17.30-19
– Il suono: nelle parole e tra le parole
– Suoni e sensazioni
– Le parole nascoste

Giovedì 18 aprile, ore 17.30-19
– I versi
– Le strofe
– Senza versi e senza strofe?

Giovedì 9 maggio, ore 17.30-19
– Quale significato? Un cerchio che si espande
– Combinazioni di parole

Mercoledì 15 maggio, ore 17.30-19
– La metafora
– Il percorso analogico

Giovedì 23 maggio, ore 17.30-19
– L’allegoria e il simbolo
– Poesia nel tempo

LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO
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