gianni montieri

Felicitas Hoppe, JOHANNA, traduzione di A.M. Curci – recensione di Gianni Montieri

Postato il

Immagine 

Ho ricevuto, letto e apprezzato il volume di Felicitas Hoppe tradotto da Anna Maria Curci con accurata e vivida passione.

Riporto volentieri qui di seguito la recensione di Gianni Montieri pubblicata su Poetarum Silva.

Buona lettura,   IM

——————————————————————————————————————–

 

Felicitas Hoppe – Johanna – Del Vecchio editore, 2014 – € 14,00 – ebook € 9,99 – traduzione di Anna Maria Curci * Noi non vediamo proprio nulla, e non sentiamo nulla, quindi dobbiamo scrivere quello che scrivono tutti.   Si può raccontare la Storia inventando una storia. Si possono prendere le documentazioni, interi archivi, libri, […]

http://poetarumsilva.com/2014/06/19/felicitas-hoppe-johanna-2/

 

Si può raccontare la Storia inventando una storia. Si possono prendere le documentazioni, interi archivi, libri, certificazioni e metterle al servizio di una nuova narrazione. Si può inventare e allo stesso tempo raccontare la verità, così si dovrebbero fare le biografie, così si dovrebbero fare i romanzi. Questo è quello che ha fatto Felicitas Hoppe in Johanna, da poco uscito per Del Vecchio editore, e, tradotto in maniera splendida da Anna Maria Curci. La meraviglia, però, non sta soltanto nel cosa ma nel come. Il come con cui la Hoppe ha raccontato la pulzella d’Orleans è straordinario.

Abbiamo una dottoranda, l’esperto dottor Peitsche e il professore. Il professore con le camicie pulite ma che sa sempre di fumo. E abbiamo Giovanna d’Arco, argomento della tesi di dottorato. L’io narrante, la dottoranda, di cui non sappiamo il nome, vive la sua ricerca come una seconda pelle. Salta fuori e dentro Johanna, la trascina e si fa trascinare, perciò il racconto in prima persona è, contemporaneamente, anche in seconda e in terza persona, perché tutto narra, tutto è presente anche ciò che non compare. Niente che abbia a che vedere con i flashback o i salti temporali, tutto avviene nel presente, ma il presente è la Guerra dei Cent’anni servita a colazione; è Giovanna d’Arco né bella né aggraziata, infervorata da Dio, un Dio che l’ha scelta; è una dottoranda che si immedesima e allora Johanna diventa una gita in treno, un calcio di rigore, una cena, una conversazione, una notte in cui si dorme male, un balcone con vista su maggio. Johanna è dovunque, quindi. Sudore freddo e silenzio, copricapo di carta sparsi sul pavimento e tra le pagine, qual è il copricapo del re? Qual è la corona? Tutto si riduce a una corona di carta? O la discussione della tesi davanti e poi di fianco al professore? E se Johanna fosse inglese? Se Johanna non fosse?

Silenzio e paura. Non quella del portiere, bensì quella del marcatore, che sa perfettamente che è sempre il portiere, che è all’erta e oscilla con il corpo, a vincere. L’ultimo tocco del guanto sinistro. Anche se non riesce a mantenere ciò che promette, resterà lui il vincitore alla fine, perché solo Dio sa in quale direzione volerà questa palla. E nel Giudizio Universale Dio non domanderà perché non ha trattenuto la palla, giacché il portiere ha sempre dato il meglio di sé. Anche quando perde ha comunque fatto un balzo. Il marcatore, invece. Chi mi dice che il marcatore non venga scambiato? Forse è sufficiente un copricapo, un secchio per la carta rovesciato sulla testa, e già la palla vola oltre la rete, perdendo la sua anima in direzione del cielo. Saltellare nervoso, scricchiolio sommesso sotto le suole. […] Solo undici metri, non di più, da qui a Dio, e tu non hai segnato.

Colpisce la prosa di Felicitas Hoppe, scorrevole, magica, piena di fantasia, una prosa densa di ritmo, una scrittura a perdifiato. Il lettore non può far altro che assecondare i tempi dettati dalla Hoppe, leggere qui diventa indovinare il passo del ballo pur non sapendo ballare. Non ci saranno risposte ma continue domande. Bisognerà immergersi nelle parole, così come ha fatto la scrittrice quando le ha pensate, così come ha fatto (e ha dichiarato nella nota del traduttore, posta alla fine del testo) la traduttrice. Johanna è una novità in fatto di ricerca linguistica e di modalità di narrazione. È, in definitiva, un piccolo miracolo nato dalla sapiente alternanza di frasi brevi e scattanti, e lunghi magistrali periodi dal passo lungo. Il traguardo è uno, la scritta che reca lo striscione all’arrivo è questa:

[…] dall’eresia fino alla santità è solo un salto nel ragionamento, prima l’obiezione, poi la virtù, solo una questione di traduzione. Le regole sono semplici, solo che purtroppo nessuno le ha comprese, nessuno le ha sostenute, superando la prova. Allora ricominciamo da capo.

©Gianni Montieri

 

incontri in libreria

Postato il

LIBRERIA POPOLARE , MILANO

Martedì 9 aprile, ore 21: presentazione del volume “Il pianto degli zingari”.
Ne parliamo con l’autore Paul Polansky, poeta e attivista per i diritti umani. Interviene Fabrizio Casavola, redazione di MAHALLA.

Giovedì 11 aprile, ore 21: “Discanto in San Francisco-Harmonizing in San Francisco”, “poetage a/r” sul tempio beat – il San Francisco International Poetry Festival – che ha ospitato Sandro Sardella.
Introduce Guido Duiella della Libreria Popolare di via Tadino; Oliviero Ponte Di Pino, scrittore, editor e giornalista, stimola i ricordi ed il percorso dell’artista del segno.

Sabato 13 aprile, ore 18.30: presentazione del romanzo “La misura del danno”.
Ne parliamo con l’autore Andrea Pomella. Introduce Gianni Montieri; letture di brani dell’opera a cura di Anna Toscano.

Domenica 14 aprile, ore 11.30: presentazione del volume “Provaci ancora Radetzky”.
Ne parliamo con l’autore Roberto Barbolini. Interviene Daniela Marcheschi, critico.

Vi ricordiamo inoltre che domenica 7 aprile, alle ore 11.30, all’interno del ciclo “Doppio sguardo. Domeniche con poeti e pittori in libreria”, la prof.ssa Rosanna De Ponti e il prof. Vincenzo Viola ci racconteranno “Montale e l’arte del ‘900”.

Vi segnaliamo infine che, diversamente da quanto precedentemente comunicato, il Seminario di lettura del testo poetico a cura del prof. Vincenzo Viola avrà inizio giovedì 11 aprile.
Inoltre, non c’è più un numero minimo e massimo di iscritti e la data ultima per iscriversi è ora stata spostata al 10 aprile.
Di seguito, ecco il calendario aggiornato.

Giovedì 11 aprile, ore 17.30-19
– Il suono: nelle parole e tra le parole
– Suoni e sensazioni
– Le parole nascoste

Giovedì 18 aprile, ore 17.30-19
– I versi
– Le strofe
– Senza versi e senza strofe?

Giovedì 9 maggio, ore 17.30-19
– Quale significato? Un cerchio che si espande
– Combinazioni di parole

Mercoledì 15 maggio, ore 17.30-19
– La metafora
– Il percorso analogico

Giovedì 23 maggio, ore 17.30-19
– L’allegoria e il simbolo
– Poesia nel tempo

LIBRERIA POPOLARE DI VIA TADINO
Soc.Coop. a r.l.
Via Tadino, 18 – 20124 Milano
C.F.e P.IVA: 01838890158
Libreria associata LIM-Librerie Indipendenti Milano

Tel.+39 02 29513268
Fax.+39 02 2043660
info@libreriapopolare.it