Giuseppe Panella

A TU PER TU – Natalizia Pinto

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Il libro recente di cui parla Natalizia Pinto nell’intervista ha per titolo Intrecci. È, anche in questo caso, rivelatore. L’attività artistica dell’autrice pugliese è basata sullo scambio, sull’intersecarsi di dialoghi ed emozioni e sulle suggestioni che ne derivano.
“L’arte, che ho sempre amato, diventa ancora più importante per meglio essere con gli altri. L’arte suscita la curiosità, invita a raffinare lo stile espressivo e stili di vita più creativi e consoni alla consapevolezza che porta a creare bellezza, benessere e gioia di vivere”, scrive Natalizia. “Meglio essere con gli altri” è una sintesi efficace. Evoca una bella commistione tra dimensione psicologica e concreta, tra mente e corporeità. Fa pensare ad una di quelle ampie e assolate masserie pugliesi, al cibo genuino, olio, pane e vino buono e voglia di cercare autenticità, schiettezza, empatia. La generosità del dare è anche una forma di investimento sul proprio benessere.
Lo stesso discorso si può ricondurre anche alla dimensione letteraria, e questo accostamento ci consente di tornare al libro e a quegli Intrecci di cui si è detto, punto di partenza e di arrivo, percorso e meta. Natalizia ha effettuato una lunga e appassionata ricerca sul proprio modo di scrivere, ha limato, nutrito e amorevolmente sfrondato le proprie parole come si fa con gli alberi di ulivo. Allo stesso tempo ha viaggiato; è andata incontro agli autori, e alle persone, che sono stati per lei fonte di ispirazione, modello e stimolo. Uno in particolare, figura di riferimento per antonomasia, è il critico e poeta Giuseppe Panella.
“Grazie a lui – scrive l’autrice – è anche maturato in me l’amore per i Canti Orfici di cui parlo in Intrecci, chiudendo il libro con la poesia “Le rose del poeta” dedicata a Dino Campana e a Sibilla Aleramo. La prematura scomparsa di Giuseppe Panella, nel maggio 2019, ha creato un vuoto, che mi ha fatto riflettere sul grave peso della perdita, sull’impossibilità a rinunciare completamente a quanto amiamo e sul bisogno di cercare, nonostante, la felicità per continuare a vivere”. Queste parole confermano che la poesia non è fatta solo di parole. L’humus è sempre qualcosa che va oltre, più in profondità, un passo più avanti rispetto alla mera sequenza di grafemi e fonemi. Mi piace molto inoltre la scelta del vocabolo nella frase finale della citazione: “la felicità per continuare a vivere”. Avrebbe potuto parlare di forza per continuare, Natalizia, invece ha preferito felicità. Parola impegnativa, ingombrante. Ma se ha sentito di poterla e doverla usare, vuol dire che la generosità paga. Nel dare e nell’avere. La cura degli alberi delle parole aiuta a tenere vivo il corpo e qualcosa di tenace che cresce e resiste, dentro, all’interno.
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A TU PER TU

UNA RETE DI VOCI

 Copertina - Copia (2)

 

5 domande

a

Natalizia Pinto

 

1 ) Il mio benvenuto, innanzitutto.

Puoi fornire un tuo breve “autoritratto” in forma di parole ai lettori di Dedalus?

Lo faccio volentieri e ringrazio per questo dialogo. Parlare di se stessi ed essere obiettivi non è cosa facile, spesso si tende a denigrarsi o a darsi molto valore. Spero di realizzare, in poche righe, un giusto equilibrio.

Penso di essere una persona abbastanza aperta ed attenta nel cercare di comprendere quale possa essere il modo migliore per farmi capire e capire. So di non poter contare più sulla bellezza dei miei vent’anni e questo è per me quasi uno stimolo a creare e cercare nuove espressioni interiori, che possano compensarmi per piacermi di più. L’arte, che ho sempre amato, diventa ancora più importante per meglio essere con gli altri. L’arte suscita la curiosità, invita a raffinare lo stile espressivo e stili di vita più creativi e consoni alla consapevolezza che porta a creare bellezza, benessere e gioia di vivere.

2 ) Ci puoi parlare del tuo ultimo libro (o di un tuo lavoro recente che ti sta a cuore), indicando cosa lo ha ispirato, gli intenti, le motivazioni, le aspettative, le sensazioni?

Cita, eventualmente, qualche brano di critica che ha colto l’essenza del tuo libro e del tuo lavoro più in generale.

Particolarmente gradita sarebbe, inoltre, una tua breve nota personale sul libro (o sull’iniziativa artistica).

Qualche riga in cui ci parli del tuo rapporto più intimo con questa tua opera recente.

Mi è difficile scegliere tra i tanti lavori realizzati e progetti nel cassetto. Mi limito a parlare della mia ultima pubblicazione: Intrecci, un libro che nasce dal recital dedicato al poeta e filosofo Giuseppe Panella, per ringraziarlo del modo con cui mi ha fatto crescere nell’elaborazione del pensiero artistico, filosofico e poetico. Non dimenticherò mai le sue parole: «Dovresti crearti uno stile che sia inconfondibilmente tuo» e aggiungeva che ci riuscivo già, ma che non avrei mai dovuto smettere di affinarlo e contraddistinguerlo. Grazie a lui, è anche maturato in me l’amore per i Canti Orfici di cui parlo in Intrecci, chiudendo il libro con la poesia Le rose del poeta dedicata a Dino Campana ed a Sibilla Aleramo. La prematura scomparsa di Giuseppe Panella, nel maggio 2019, ha creato un vuoto, che mi ha fatto riflettere sul grave peso della perdita, sull’impossibilità a rinunciare completamente a quanto amiamo e sul bisogno di cercare, nonostante, la felicità per continuare a vivere.

Il libro è dunque, tramite i racconti e le poesie, la ricerca di risposte a considerazioni sul dolore e su come da esso stesso si possa rinascere.

Intrecci ha suscitato particolarmente l’interesse di alcuni miei amici letterati e critici. Ne parli tu Ivano nella bella presentazione disposta nelle prime pagine di Intrecci. Ne approfitto per ringraziarti della disponibilità e del modo con cui hai curato il mio lavoro, iniziando con il caratterizzare l’essenza del libro, riportando i versi di Giuseppe Panella, che sono l’incipit al libro stesso: «Se la passione è troppo forte rischia il silenzio se troppo debole l’oblio». Hai amorevolmente considerato già il mio incontro con Panella un intreccio di destini. Esso prende corpo e consistenza nel dialogo letterario che abbraccia qualcosa di sempre più ampio: «… la possibilità dell’esistenza della poesia nella vita». Nella tua comprensione, affermi che: non a caso, dopo la scomparsa di Panella, l’omaggio che gli rivelo è fatta di gesti tangibili, di immagini, di suoni, di canti, di danze, di fondali teatrali e naturali, di sapori della terra, di quella carnalità che non contrasta con la spiritualità, ma che va, semmai a formare un tutt’uno con essa». Nella tua presentazione riporti la parola “passione”, «… intesa come fertile emozione di un connubio artistico, che sfocia in modo naturale nell’amicizia profonda, nella condivisione privilegiata di due esseri che guardano nella stessa direzione». Son sicura che anche Giuseppe ti è grato per questo bel cammeo di cui hai voluto farci dono.

Ed ora passo a parlare della prefazione al mio libro, curata della prof.ssa Angela Decarolis, amante dei classici e della natura. La mia amica pone l’attenzione sui luoghi, da quelli persi, sognati, desiderati, a quelli vissuti in prima persona o conosciuti attraverso il racconto degli avi. I luoghi, quasi complici delle nostre azioni, si intrecciano con i sentimenti umani, fluttuando tra i versi, la prosa e la narrazione. A questo proposito, ha riportato il mio pensiero: «I luoghi hanno bisogno dei nostri occhi, noi dei loro», in cui riconosco un DNA dei luoghi, convinzione che ho approfondito diversi anni fa nei miei due recital: Con i luoghi nel cuore e Sguardi e respiri.

La Decarolis afferma che nel recital Intrecci si è data voce ai sentimenti di tutti, intrecci di “moti del cuore”, “un guazzabuglio del cuore umano”, usando un’espressione manzoniana, e continua ringraziando per l’iniziativa dedicata a Giuseppe Panella «che continuerà a brillare nel cielo trapunto di piccole stelle e a sfidare con il suo canto poetico i silenzi immani dell’indifferenza».

In un incontro per una chiacchierata letteraria sul balcone di villa Laurentia,  immerso in un bosco di querce, ricordo con gratitudine Angela Decarolis che, oltre a definire poliedrica la mia vena artistica, ha intravisto un percorso poetico che da Campana a Panella giunge a me, confermando il pensiero del critico letterario Ernest L’Arab che, senza conoscere il mio vissuto, a tu per tu con i silenzi, i suoni, i fruscii del vento, lo scorrere dei ruscelli di Marradi, nell’antologia poetica Con le armi della poesia, riconosce nei miei versi i caratteri dell’Orfismo: «… poesia dal carattere ancestrale, notturno, che penetra nei luoghi nascosti dell’animo umano».

Il libro Intrecci, come ho già su detto, si chiude con la poesia “Le rose del poeta”, dedicata a Dino Campana e Sibilla Aleramo, al loro amore tempestoso e traboccante. La lirica è nata vivendo le atmosfere di Marradi pregne dell’inconfondibile voce del poeta Campana. Leggi il seguito di questo post »

“Leonardo” alla Casa di Dante – Firenze

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Dante Alighieri fotoLeonardo Foto

Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti – “Casa di Dante”

Via Santa Margherita, 1 Firenze –Tel. 055 218402 –www.circoloartisticasadante.com

Martedì 14 marzo 2017 – ore 17

Per il ciclo di Pianeta Poesia

Incontro con IVANO MUGNAINI

Autore di “LO SPECCHIO DI LEONARDO” –

(Edizioni Eiffel, Caserta 2016)

Intervengono Giuseppe Baldassarre, Annalisa Macchia

Sarà presente l’Autore

La S.V. è invitata

cop_leonardo3 DEFINITIVA

L’opera

“Il libro di Mugnaini è un romanzo, anzi una biografia romanzata simpatetica e allucinata, attraversata dai brividi dell’approssimarsi alla verità, dal timore di non poterla raggiungere. Ma ogni biografia (e, aggiungo, ogni autobiografia) è il romanzo che il suo protagonista non ha avuto il tempo o il coraggio di scrivere. Leggi il seguito di questo post »

Incontri con la letteratura – Firenze – Paolo Ruffilli

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Con il patrocinio di Regione Toscana – Provincia di Firenze – Comune di Firenze

L’Associazione MULTIMEDIA91 diretta da Alessandra Borsetti Venier

presenta la Rassegna annuale 2012-2013

5 GRANDI INCONTRI CON LA LETTERATURA

Quarto incontro

Presentazione del libro di PAOLO RUFFILLI Affari di cuore, Einaudi Editore 2011

Interventi di GIUSEPPE PANELLA docente di Filosofia (Scuola Normale Superiore di Pisa)

MARIA GRAZIA MARAMOTTI poetessa e scrittrice

Sala Pistelli, Palazzo Medici Riccardi, Via Cavour 1, Firenze

Giovedì 18 aprile 2013 dalle 17 alle 19

L’Associazione culturale MultiMedia91 presenta il quarto appuntamento della Rassegna annuale 2012-2013 “5 Grandi Incontri con la Letteratura”, a cura della poetessa e scrittrice fiorentina Maria Grazia Maramotti, giovedì 18 aprile dalle 17.00 alle 19.00 nella Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1 Firenze.

L’incontro è dedicato al poeta e scrittore Paolo Ruffilli e alla presentazione del suo libro Affari di cuore, Einaudi Editore 2011. Dopo l’intervista all’autore da parte della curatrice Maria Grazia Maramotti seguirà l’intervento critico di Giuseppe Panella, docente di Filosofia presso la Scuola Superiore Normale di Pisa.

In Affari di cuore, silloge pubblicata con Einaudi nel 2011, Paolo Ruffilli fa una perlustrazione del labirinto-corpo nelle sue reattive manifestazioni d’amore come fosse l’esperire di un mondo dibattuto tra luce e ombra, punto di partenza e di arrivo, cardine di licenza delle pulsioni e purezza del sentire, cono metamorfico che prelude al dischiudersi di qualcosa di nuovo. Il tutto in gallerie memoriali stilate con voracità adolescenziale seppure condotte con eleganza di stile”.

Prossimo incontro:

23 maggio Giulio Ferroni, ordinario di Letteratura italiana all’Università di Roma “La Sapienza”, con il libro dal titolo provvisorio, Ultimi poeti Giudici e Zanzotto, Il Saggiatore, con intervento di Simona Costa, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre.

Note biografiche dell’autore

Paolo Ruffilli (Rieti, 1949) è poeta e scrittore. Ha pubblicato numerosi volumi di poesia La Quercia delle gazze (Forum 1972), Quattro quarti di luna (Forum 1974), Piccola colazione (Garzanti 1987, vincitore dell’American Poetry Prize), Diario di Normandia (Amadeus 1990, Premio Montale), Camera oscura (Garzanti 1992), Nuvole (1995), La gioia e il lutto (Marsilio 2001, Prix Européen), Le stanze del cielo (Gli specchi Marsilio 2008, Premio Nazionale Letterario Pisa)

È il curatore di edizioni delle Operette morali di Giacomo Leopardi, della traduzione foscoliana del Viaggio sentimentale di Sterne, delle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo e di una antologia di Scrittori garibaldini. Ha tradotto testi di Gibran, Tagore, i Metafisici inglesi e la Regola celeste del Tao. È collaboratore per le pagine della cultura del giornale “il Resto del Carlino”, ed è direttore della collana poetica delle edizioni Del Leone.

La rassegna è aperta a tutti e l’ingresso è libero

Info: Associazione culturale MULTIMEDIA91, Firenze, 335 6676218 Ufficio stampa: Katia Moretti, 338 3860047 katia.moretti@tiscali.ithttp://www.multimedia91.it

Una vita scommessa in poesia: Firenze, 28 maggio

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LUNEDI 28 MAGGIO ALLE ORE 16,30 presso il Palazzo Medici Riccardi in Via Cavour 1 a Firenze sarà presentato, in occasione dell’ottantacinquesimo compleanno di Alfredo de Palchi il volume ALFREDO DE PALCHI: UNA VITA SCOMMESSA IN POESIA, New York, Gradiva Publications, 2011, curato da Luigi Fontanella. Presenzieranno Paola Lucarini Poggi, presidente dell’Associazione SGUARDO E SOGNO, e Luigi Fontanella, docente di Letteratura Italiana presso la State University di New York, direttore della rivista internazionale GRADIVA. Il volume contiene scritti, fra gli altri, di Sebastiano Aglieco, Mariella Bettarini, Donatella Bisutti, Michele Brancale, Milo De Angelis, Gabriela Fantato, Luigi Fontanella, Annalisa Macchia, Valerio Magrelli, Irene Marchegiani, Giuseppe Panella, John Taylor, Antonella Zagaroli. Sarà presente l’autore Alfredo de Palchi che leggerà alcune poesie.