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Una danza di cose . Una lettura de “La creta indocile”

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La creta indocile - cover

Pubblico volentieri il commento di Giulia Sonnante, autrice e traduttrice,  al mio libro La creta indocile, perché si tratta di una lettura che abbina immediatezza e indagine attenta, acuta, appassionata. Pone fianco a fianco l’empatia e la capacità di cogliere il dettaglio che racchiude il tutto, l’impalpabile e la concretezza, la danza e le cose.

Grazie a Giulia, e, per chi vorrà, buona lettura,  IM

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La creta indocile, Oèdipus, Salerno, 2018

È già nel titolo il primo contrasto, il sussulto, la prima sorpresa, e gli occhi s’allargano per un istante.
È perché la creta di Ivano Mugnaini è molto poco cedevole, poco arrendevole, come la vita!
Sono versi che vivono, respirano e spingono verso l’esistere nella sua essenza più pura e autentica. Allora indica la direzione, l’autore, la via da percorrere, dal buio verso la luce, e nell’oscurità delle nostre stanze lascia filtrare sempre un barbaglio, un chiarore.
Scopre le nostre fragilità e le accarezza, le abbraccia strettamente. Per questo, il più colpevole dei nostri sensi è l’udito, fisso sul legno della porta “inchiodato, crocifisso, appeso / ad un battito, un tocco ansioso / incerto furtivo: forse il tonfo, / l’incedere cieco del destino / forse il calore, sincero, di una mano” (Il grado zero). Sono queste, davvero, le nostre braccia protese in avanti a sfiorare, quasi disperatamente, altre braccia, altre mani, altri cuori.
Non ci troviamo di fronte soltanto figure umane nelle loro struggenti fragilità ma anche il mondo animale è qui efficacemente rappresentato perché amato.
Gli animali appaiono più saggi e allo stesso tempo più furbi degli esseri umani, Così, sotto lo sguardo ironico e divertito dell’autore, i gatti saltano di verso in verso perché: “Meglio allora il passo lento / regolare, l’appoggio astuto del gatto / che sfiora il ferro e il legno con moto / solo in apparenza uguale” (Come un qualsiasi animale). Ed ancora: “l’urlo mai spento del lupo. / Riconoscerlo affine, vicino / sarà sentire i suoi stessi occhi, /nelle ossa appuntite, tornando magri, leggeri, / nei fianchi e nei passi voraci / ancora affamati di tenerezze / feroci” (Quando verrà l’inverno). E così, i castori diventano metafora di amanti senza tempo: “Solo un rapace ci vedrebbe, /e capirebbe il senso, o forse / ci scambierebbe per folli e strani castori, / prima di virare, indifferente, verso / il suo tratto libero di cielo” (Folli e strani castori).

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PANORAMI CONGENIALI – La parola

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Un repêchage. Ripropongo  a distanza di qualche anno PANORAMI CONGENIALI, una rubrica scritta all’epoca per il sito Speaker’s Corner della Bompiani RCS. Si tratti di articoli basati sulle citazioni di pensieri di letterati, pensatori ed artisti su alcuni temi fondamentali. Lo spessore delle fonti citate ne garantisce l’attualità. La qualità non teme il tempo.
Propongo qui di seguito l’introduzione della rubrica e il primo articolo dedicato a LA PAROLA.

Acropoli Atene Grecia - Foto gratis su Pixabay

  PANORAMI CONGENIALI

        Come indica con un gioco di parole il titolo di questa mia nuova rubrica, il volo panoramico avrà come guida e sostegno compagni di viaggio particolari: i geni di epoche lontane e recenti. Le ali dei geni saranno, volta per volta, congeniali. Proverò a vedere in che modo scrittori e uomini di pensiero hanno trattato uno stesso argomento, un tema comune. Annotando analogie e divergenze. E concedendomi magari il lusso di dire anche la mia, tentando collegamenti con l’età presente, misera e mirabile.

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INCERTO CONFINE

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È uscita ieri su “Carteggi letterari”, portale di cui sono redattore assieme ad un gruppo affiatato di amici, una mia recensione al libro di Stefano Vitale illustrato da Albertina Bollati.
La ripropongo volentieri anche qui, nel mio sito e nel blog. Perché è un libro che si legge e si guarda volentieri. Perché parla del fatto che chi costruisce muri spesso si ritrova tra le mani (e tra i denti) un boomerang. Perché mi ha fatto pensare a Kant e all’Orchestra della RAI e mi ha fatto ripensare ad un mio anziano vicino che si arrabbiava perché a suo dire i passanti rubavano la musica del suo stereo. Perchè è un libro di impegno civile ma con il dono calviniano della leggerezza e della consistenza. IM

 

http://www.carteggiletterari.it/redazione/natalia-castaldi/contatti/

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Incerto Confine, Edizioni disegnodiverso, 2019
di Stefano Vitale, illustrazioni di Albertina Bollati
Viviamo un’epoca di incertezza. È sempre stato così. L’uomo è autolesionista per eccellenza, lassista verso se stesso e spietato nei confronti dei propri simili. “False–hearted judges dying in the webs that they spin / Only a matter of time ‘til night comes steppin‘ in”, canta Bob Dylan con un giro inesorabile di note. Sì, restiamo impigliati nelle ragnatele che noi stessi tessiamo. E la notte fa il suo ingresso, puntuale. Lo fa ora, lo ha sempre fatto, e lo farà. Oppure, meglio ancora, si può ricorrere alle parole di Einstein, alla sua osservazione oggettiva: “L’uomo ha inventato la bomba atomica, ma nessun topo al mondo costruirebbe una trappola per topi”. Di bombe per far saltare in aria la terra che ci nutre e la convivenza civile ne abbiamo ideate e realizzate numerose, nel corso dei secoli. Siamo stati genialmente creativi nell’inventare espedienti per distruggere e annientare, generando occasioni di conflitto. Una di queste mirabili trovate sono i confini geografici. Tra stato e stato, spesso tra regione e regione, a volte tra villaggio e villaggio. Delimitazioni puramente fittizie, politiche, ideologiche, non giustificate da nessuna ripartizione effettiva, geografica o antropologica. Dall’incontro tra i due termini sopra citati, l’incertezza e il conflitto, ha origine il titolo del libro e la vasta gamma di risvolti, fertilmente complessi, che ne deriva.
​All’incertezza si può rispondere in vari modi. Alcuni tentano di farlo proponendo certezze grevi, strumentali o di maniera. Alla fine hanno effetti ancora più deleteri. Abbozzi di chiavi rafforzano ancora di più le mura della galera, parafrasando un noto verso di Eliot. Altri si affidano invece all’atteggiamento opposto: una leggerezza ricca di sostanza, di tenacia, di fiducia (al di là di tutto) in quello sprazzo di luce e di colore che contrasta l’acciaio e il piombo. Questi sprazzi possono anche essere tangibili. È possibile aprirli, guardarli, sfogliarli. Sono di carta, ma, ce lo insegnano gli orientali, con la carta si possono costruire oggetti estremamente solidi, in grado di resistere all’acqua, al vento, al tempo.
​Parlando di Incerto confine, una delle parole chiave non può che essere “oggetto”. Un vocabolo nobile. Grazie agli oggetti ci nutriamo, ci spostiamo, attraversiamo colli e pianure e compiamo mille altre azioni che fanno parte di noi, costituiscono ciò che davvero siamo, al di là di mille maschere, antiche e contemporanee. Il libro nato dal connubio tra Stefano Vitale e Albertina Bollati, è, prima di ogni altra considerazione, un bell’oggetto. Questa potrebbe sembrare una considerazione secondaria, avulsa dalle caratteristiche e dalle valutazioni letterarie eartistiche. Io credo invece che non sia così. Nel caso specifico di questo volume (e non solo) ritengo invece che l’aspetto “esteriore” si intersechi al contenuto, lo integri, lo determini, o meglio dia luogo ad un’interazione costante di segni e di suggestionisu cui si innesta un ulteriore livello, quello della “ricezione”, la cooperazione del lettore che legge, vede, osserva, agisce, a livello estetico e semantico, razionalmente o in chiave onirica e immaginifica.

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A TU PER TU – Milica Lilic

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La quarta intervista di A TU PER TU mette in pratica l’intento di estendere anche oltreconfine la rete delle voci e dei dialoghi.
La destinataria delle domande è Milica Lilic, poetessa e scrittrice serba che nel corso della sua vita e della sua carriera letteraria ha intessuto rapporti di collaborazione e amicizia con persone e con artisti di diverse nazioni e latitudini. Un dialogo privilegiato è quello con l’Italia. Ne forniscono la prova sia le testimonianze di stima che anche da noi ha ricevuto da parte di critici, letterati e lettori, e lo confermano anche le interessanti risposte a questa intervista che Milica ha fornito direttamente in italiano.
Come ho già detto in altre occasioni (sta diventando un “mantra”, mi rendo conto, ma è ciò che penso), molto meglio di queste mie note introduttive potrà essere utile a chi vuole approfondire la conoscenza con Milica Lilic la lettura delle sue risposte e dei suoi scritti, sia lirici che narrativi.
 
Buona lettura, IM

L’obiettivo della rubrica A TU PER TU, rinnovata in un quest’epoca di contagi e di necessari riadattamenti di modi, tempi e relazioni, è, appunto, quella di costruire una rete, un insieme di nodi su cui fare leva, per attraversare la sensazione di vuoto impalpabile ritrovando punti di appoggio, sostegno, dialogo e scambio.
Rivolgerò ad alcune autrici ed alcuni autori, del mondo letterario e non solo, italiani e di altre nazioni, un numero limitato di domande, il più possibile dirette ed essenziali, in tutte le accezioni del termine.
Le domande permetteranno a ciascuna e a ciascuno di presentare se stessi e i cardini, gli snodi del proprio modo di essere e di fare arte: il proprio lavoro e ciò che lo nutre e lo ispira.
Saranno volta per volta le stesse domande.
Le risposte di artisti con background differenti e diversi stili e approcci, consentiranno, tramite analogie e contrasti, di avere un quadro il più possibile ampio e vario individuando i punti di appoggio di quella rete di voci, di volti e di espressioni a cui si è fatto cenno e a cui è ispirata questa rubrica.
 

il fuoco e il verbo

5 domande

a

Milica Lilic

1 ) Il mio benvenuto, innanzitutto.

Puoi fornire un tuo breve “autoritratto” in forma di parole ai lettori di Dedalus?

Grazie per l’invito a presentarmi ai tuoi lettori. Il mio nome è Milica Jeftimijevic Lilic. Sono una scrittrice serba. Sono madre di due figlie e una persona che ama tutte le persone del mondo. Credo che la vita possa essere bella e significativa se facciamo il lavoro che amiamo. La letteratura è stata il mio amore fin dall’infanzia.

Ho letto molto e ho assorbito contenuti artistici prima ancora di rendermi conto di avere un dono per la creazione artistica. La mia vita è stata completamente orientata e ispirata da quell’inclinazione. Ho studiato letteratura e per un po’ ho lavorato come professore all’Università di Pristina, poi sono passata alla Televisione di Pristina con il ruolo di editore e critico televisivo. Ho un master in filologia. Tuttavia, al di là di questi impegni lavorativi, la scrittura, soprattutto di poesie, era, come lo è tuttora, il mio richiamo più forte, il bisogno dominante. Da questa possente attrazione sono nati i miei libri. Mi sono dedicata anche alla critica letteraria e alla narrazione. Ho trascorso tanto tempo in campagna e all’estero quando il mio lavoro me lo consentiva. Dopo aver terminato il mio tirocinio ho avuto più tempo a disposizione e ho potuto viaggiare più spesso. I frutti migliori di questa possibilità di viaggiare sono stati i numerosi contatti con persone di tutto il mondo e lo sviluppo della mia carriera internazionale con premi e riconoscimenti, nonché traduzioni delle mie poesie. Ho pubblicato 26 libri di poesia, prosa e critica.

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A TU PER TU – Susanna Barsotti

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A TU PER TU

UNA RETE DI VOCI

Susanna Barsotti è la destinataria della terza intervista della rubrica A TU PER TU – Una rete di voci.
Susanna è una dottoranda della Scuola Normale di Pisa. È anche un’artista, si occupa di illustrazioni, soprattutto di acquerelli, con l’evocativo nome d’arte Limoni Blu. È stata insegnante in un carcere e da questa sua esperienza è nato un libro che ho avuto l’opportunità di leggere e che considero di notevole rilievo, sia sul piano sociale e umano (e quindi umanistico) che dal punto di vista strettamente letterario.
Per conoscere questa autrice con ottime prospettive nei suoi ambiti di lavoro e di studio e nelle sue poliedriche espressioni artistiche, molto meglio di queste brevi note introduttive potrà fare la lettura dell’intervista.
Buona lettura, IM
L’obiettivo della rubrica A TU PER TU, rinnovata in un quest’epoca di contagi e di necessari riadattamenti di modi, tempi e relazioni, è, appunto, quella di costruire una rete, un insieme di nodi su cui fare leva, per attraversare la sensazione di vuoto impalpabile ritrovando punti di appoggio, sostegno, dialogo e scambio.Rivolgerò ad alcune autrici ed alcuni autori, del mondo letterario e non solo, italiani e di altre nazioni, un numero limitato di domande, il più possibile dirette ed essenziali, in tutte le accezioni del termine.

Le domande permetteranno a ciascuna e a ciascuno di presentare se stessi e i cardini, gli snodi del proprio modo di essere e di fare arte: il proprio lavoro e ciò che lo nutre e lo ispira.

Saranno volta per volta le stesse domande.

Le risposte di artisti con background differenti e diversi stili e approcci, consentiranno, tramite analogie e contrasti, di avere un quadro il più possibile ampio e vario individuando i punti di appoggio di quella rete di voci, di volti e di espressioni a cui si è fatto cenno e a cui è ispirata questa rubrica
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5 domande

a

Susanna Barsotti

 

1 ) Il mio benvenuto, innanzitutto.

Puoi fornire un tuo breve “autoritratto” in forma di parole ai lettori di Dedalus?

Non so dare una definizione perentoria di cosa sono, né di chi sono. L’unica cosa che può forse definirmi è ciò che faccio, e l’essenza delle mie giornate è da sempre fatta di scrittura, lettura e fantasticherie che amo rappresentare sulla carta con gli acquerelli. Nella vita, sono una studiosa e un’illustratrice. Mi sono laureata in Filologia Moderna e sto facendo il dottorato alla Scuola Normale di Pisa, ma appena posso disegno, illustro, progetto. Il mio nome d’arte è Limoni blu e la mia essenza è l’acquerello. Da fruitrice e da studiosa di letteratura prediligo la poesia medioevale e in particolare la lirica trobadorica. Ho fatto tesoro di esperienze passate (lavorative e non solo) molto diverse dalla mia attuale vita; grazie a queste e ad alcuni incontri significativi trovo tutt’oggi le spinte profonde delle mie espressioni.

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On the other side of the moon – Cronache di estinzioni

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Nel weekend lo spettacolo della Luna piena della Neve - Tiscali Ambiente

On the other side of the moon

Osservazioni e note di viaggio

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Cronache di estinzioni

di Lucetta Frisa

Cronache di estinzioni. Si intitola così il libro che vi propongo oggi in questo spazio riservato alle segnalazioni di libri, spesso atipici (per loro merito e nostra fortuna) che ho letto con piacere. Questa rubrica di segnalazioni si chiama “Letti sulla luna”, e, nel caso specifico di questo libro, il luogo in cui idealmente sfogliamo le pagine appare quanto mai adeguato.

Ci siamo estinti, ci dice l’autrice, Lucetta Frisa. Più che una previsione per il futuro, la cronaca è un commento in fieri, se non addirittura un resoconto di eventi che già hanno avuto luogo. Ma immaginiamolo come il commento di una partita. Un match tra la bellezza del mondo e la stupidità umana. Anzi, potremmo sintetizzarla in questo modo: in diretta dallo stadio Azteca, il Peggio dell’Atletico Sapiens Sapiens contro il Resto del Bello del Mondo.

Questo non è tuttavia, è bene chiarirlo, solo un resoconto di eventi catastrofici, disastri ecologici e altre esiziali amenità. È un libro in cui l’autrice si chiede, e ci chiede, se abbia senso continuare ad essere come siamo e a vivere come viviamo.

Una domanda da un milione di dollari, o di talleri, a seconda delle epoche, in quanto è su questo interrogativo che si gioca da sempre il senso del fare poesia. Piera Mattei in una recensione al libro apparsa su “Perigeion” ha scritto: «Cronache di estinzioni è la raccolta poetica di Lucetta Frisa che più ho amato». Al di là delle classifiche, concordo anch’io sul fatto che questo libro abbia concesso a Lucetta di esprimere al meglio la gamma dei temi, dei modi e degli sguardi su sé stessa e sulla vita che le sono cari e consoni.

Ho incontrato Lucetta Frisa in varie occasioni. L’impressione dominante è una solarità assoluta e una grande capacità di dialogo, in grado di mettere a proprio agio perfino i timidi più ostinati. Eppure, nella sua tendenza alla giovialità c’è una parte della mente e del cuore che osserva e annota. Collocata on the other side of the moon, nella parte più silenziosa dei luoghi e dei tempi, la Lucetta cronista estrae il taccuino e scrive. Si appunta gesti, azioni, comportamenti e soprattutto il materiale di base, il combustibile che può accendere un falò nel buio ma anche generare tragicomici incendi: le parole.

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Libri, statistiche, lettori e visitatori

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Libri, statistiche, lettori e visitatori

Le statistiche di questo sito mi dicono che molti dei lettori-visitatori vengono da vari paesi esteri.

È per me un motivo di soddisfazione ma anche di curiosità.

Vorrei conoscere di più di voi, i vostri gusti letterari, le vostre idee, le proposte, i suggerimenti, le opinioni.

Ho pensato quindi di proporre volta per volta alcuni miei libri, con qualche assaggio in italiano affiancato dalla traduzione.

Per il momento ho a disposizione alcuni brani tradotti in inglese, francese, spagnolo e romeno.

Se qualcuno volesse tradurre in qualche altra lingua ne sarei molto lieto.

Il libro La creta indocile al momento è disponibile solo in lingua italiana.

Se qualcuno fosse interessato a riceverne una copia, mi scriva a questo indirizzo di posta elettronica:

ivanomugnaini@gmail.com  .

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Promemoria. Mare e luce

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L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, oceano, cielo, spazio all'aperto e acqua
Ieri è scomparsa improvvisamente Vivetta Valacca.
Era una persona molto seria ma mai seriosa, colta ma mai pedante.
Mi piace ricordarla con questa foto. In quel suo luogo di elezione in cui sorrideva come chi ha trovato la collocazione ideale per il suo corpo, la mente, i pensieri e le ispirazioni. Quasi un anticipo di paradiso.
Lei, così credente, aveva trovato affinità con me, straniero ovunque, che invece ho soltanto le rocce dei dubbi e nessuna isola di certezza. Mi aveva invitato in questo suo luogo di elezione, un privilegio che riservava a pochi. Era come essere invitati all’interno delle stanze più intime della sua poesia. Lei avrebbe detto anima.
Altro piccolo promemoria personale: ricordarsi di essere grati subito, all’istante. Esprimere immediatamente ciò che si deve e si vuole esprimere.
Piccola grande consolazione: guardare il mare e sapere che la poesia rimane.

La luce dell'anima - Zeit Los brennt dieses Licht hier

 

La luce dell’anima 

di Dieter Schlesak e Vivetta Valacca
 nota di lettura di Ivano Mugnaini
Il connubio tra spiritualità e dimensione corporea spesso è di difficile attuazione, nella vita come nell’ambito della scrittura. Spesso le due componenti stridono, o sgomitano, come corridori in un lungo rush finale, per conquistare il traguardo di un predominio in cui l’uno annichilisce l’altro, o comunque lo comprime, lo snatura.
    In questo libro Vivetta Valacca e Dieter Schlesak sono riusciti a coordinare, armonizzare e sintonizzare le due “istanze”, grazie ad un’armonia non forzata, non fittizia, trovata nel profondo, non pianificata ai fini del libro, e quindi credibile, percepibile.
    La sacralità vera passa, necessariamente, attraverso il corpo, strumento ma anche strada, percorso verso qualcosa che è allo stesso tempo qui ed altrove, come la luce di cui parla il libro.
    Qualcosa che brucia, come indica la versione tedesca del titolo, e quindi riplasma, rinnova.
    Un libro intenso, quasi un canto prolungato a due voci, distinte eppure sincroniche e in sintonia reale.
    Poesia lirica e intensa, ma, come indica anche Tonelli nell’introduzione, conscia anche delle realtà del mondo. Amore non come fuga, quindi, non come Arcadia improbabile e asettica. Amore come ricerca, tensione verso ciò che ancora può essere salvato, salvandoci. La parola, il corpo, la mente, la luce e l’ombra. La vita.
 
 

Il discepolo del serpente

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Ho avuto modo di tradurre nei mesi scorsi, per conto della Eiffel Edizioni , il romanzo Il discepolo del serpente, di Deborah Stevens.

Si tratta di un libro che spazia, con meccanismi narrativi originali e coinvolgenti, tra realtà e immaginazione.

Tutta la vicenda narrata è frutto della fantasia dell’autrice, eppure, in virtù di un’accurata e appassionata capacità descrittiva, la trama ci conduce sulle tracce di eventi costantemente sospesi sul filo sottile e tagliente che lega il passato al presente ed il presente ad un futuro minaccioso, ipotetico ma non per questo meno cupo e potenzialmente micidiale, proprio in virtù di quella verosimiglianza che l’autrice ha saputo e voluto racchiudere in ogni sua pagina.

I luoghi descritti sono quelli a noi ben noti: l’Italia delle meravigliose bellezze artistiche ma anche delle stanze oscure che celano misteri e giochi di potere, santità e corruzione.

Di questi contrasti si nutre questo thriller di un’autrice americana che con questo suo libro d’esordio ha già saputo guadagnarsi significativi riconoscimenti e l’attenzione della critica e del pubblico.

Oltre al fascino del mistero, svelato gradualmente e dopo innumerevoli peripezie, è interessante per noi lettori italiani anche osservare lo sguardo di una scrittrice che, pur vivendo oltreoceano, grazie alle sue radici italiane e grazie al suo amore per l’arte e la cultura italiana, sa illustrare i misteri e le trame criminose di casa nostra con un’ottica lucida ed esterna che è allo stesso tempo estremamente acuta e appassionata.   

Il libro è acquistabile sul sito della Eiffel edizioni

a questo link:

http://www.edizionieiffel.com/

Oppure tramite le seguenti modalità:

sul sito
 www.eiffelhouse.it

su
– Amazon.it ( per i lettori italiani)
– Amazon.com ( per i lettori di lingua italiana – Stati Uniti )
– Amazon.ca  ( per i lettori di lingua italiana – Canada )

su
– IBS ( Internet book shop spa) 

Si può inoltre richiedere nelle librerie fiduciarie indicate nel sito : www.edizionieiffel.com in primis e in tutte le altre librerie italiane.

È acquistabile infine anche in contrassegno formulando la richiesta e fornendo le relative informazioni a : info@edizionieiffel.com 

Il Discepolo del Serpente €19.00
Il Discepolo del Serpente

di Deborah Stevens

Il Discepolo del Serpente è un thriller della cospirazione: una strisciante insidia, ricorrente nei secoli, minaccia di prendere possesso della Chiesa Cattolica e di usarla per creare un Nuovo Ordine Mondiale. Pietro Romano, Gran Maestro della loggia massonica segreta nota come Propaganda Due, mette in azione il complotto per uccidere il papa e controllare i più potenti governi del mondo attraverso la Chiesa.

€ 19.00

copertina Il discepolo del serpente

Aletta Il discepolo del serpente

 

 

Risultati immagini per deborah stevens

Deborah Stevens è figlia di Albert, emigrante italiano che ha sposato Anna Bonderchuk, il cui padre è emigrato a sua volta dall’Europa orientale. Da ragazza sentiva spesso parlare italiano e russo. Cresciuta nei pressi di Detroit, ha frequentato la Michingan State University dove si è diplomata in arredamento d’interni. Dopo il college si è spostata a Traverse City, (Michingan) per vivere in una fattoria che produceva prevalentemente frutta. Dopo aver avuto il suo secondo figlio, si è trasferita con la famiglia nel Minnesota. Fin da piccola ha sempre coltivato il sogno di scrivere libri.  Mettendo da parte i dubbi iniziale, ha pubblicato il primo romanzo, Il discepolo del serpente, che ha vinto sei premi.

Pinnacle Book Achievement Award, vincitore, categoria Thriller

Book Excellence Awards, Premio per l’eccellenza del libro

American Fiction Awards, vincitore, categoria Thriller religioso

Best Book Awards, finalista, categoria Fiction generale

Great Midwest Book Festival, menzione d’onore, categoria Fiction

International Book Award, Finalista, Categoria Fiction Religiosa

Ora, dopo aver completato il sequel di The Serpent’s Disciple, sta lavorando al terzo libro della serie. Ha altri progetti, tra cui anche un libro di saggistica.

PREMIO INTERNAZIONALE GRADIVA-MARINO (scadenza 30 aprile 2019

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Ripubblico qui di seguito il bando (nella versione corretta. Si prega di non tener conto delle versioni qui precedentemente pubblicate)   del Premio Internazionale GRADIVA-MARINO, la cui scadenza è prevista il 30 aprile p.v., con un invito alla partecipazione ai poeti interessati.

Buona scrittura, buona partecipazione e buona primavera ispirata e creativa. 

I.M.

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PREMIO INTERNAZIONALE GRADIVA-MARINO (2019)

 

STATE UNIVERSITY OF NEW YORK

VI EDIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE GRADIVA (2019)

 

La casa editrice Gradiva Publications bandisce la sesta edizione del Premio Internazionale Gradiva. Al Premio si concorre con un libro di poesia italiana, pubblicato fra gennaio 2017 – aprile 2019. Sono esclusi e-books e plaquettes.  Sono altresì esclusi autori che siano membri della Direzione o Redazione della rivista “Gradiva”.   I libri partecipanti al Premio non saranno restituiti. Non è prevista alcuna quota di partecipazione. I partecipanti possono, se vogliono, facoltativamente sostenere, in forma di donazione spontanea e aperta, l’editrice Gradiva Publications, presieduta da Luigi Fontanella, i cui intenti sono quelli di promuovere e diffondere la poesia italiana nei Paesi anglofoni.  *

Al vincitore sarà assegnato un premio di $1000 (mille dollari), il rimborso al 50% delle spese di viaggio relative al biglietto aereo in classe economica), vitto e pernottamento per due notti presso il prestigioso Danford Hotel di Port Jefferson. Una selezione del libro sarà tradotta in inglese e uscirà nella rivista “Gradiva”, pubblicata e amministrata da Leo S. Olschki Editore.

Case editrici o singoli autori devono spedire una copia del loro libro ENTRO IL 30 APRILE 2019 (farà fede il timbro postale d’invio) a ciascuno dei membri della Giuria sotto elencati, con l’indicazione, su ogni copia, dell’indirizzo completo dell’Autore, telefono e email. Si prega di NON spedire i libri concorrenti per raccomandata.

 

SAURO ALBISANI, c/o Liceo Classico “Dante”, via F. Puccinotti 55, 50129 Firenze, Italia.

LUIGI FONTANELLA,  Humanities Building, Room 2126, SBU, 100 Nicolls Rd., Stony Brook, New York 11794, USA.

IRENE MARCHEGIANI, 303 Mountain Ridge Dr., Mt. Sinai, New York 11766, USA.

ALESSANDRA PAGANARDI, Corso Lodi 37, 20135 Milano, Italia.

 

Presidente Onorario: Dr. Len Marino (senza diritto di voto a cui non va invito il libro).

Segreteria: Irene Marchegiani (con diritto di voto):  gradivasunysb@gmail.com

 

La Giuria selezionerà gradualmente i libri in concorso. Una successiva consultazione determinerà la cinquina finalista. Un’ultima votazione determinerà il libro vincitore del Premio. La cerimonia di premiazione avrà luogo durante la terza settimana di ottobre del 2019, presso il Center for Italian Studies della State University di New York, con sede a Stony Brook, e sarà comunicata all’autrice/autore, con l’obbligo di presenziare alla cerimonia. Per ulteriori informazioni, si prega contattare la segreteria via email.

La Giuria si riserva il diritto di non assegnare alcun premio, ove ritenesse non meritorio il materiale valutato, senza per questo essere oggetto di reclamo o denuncia.

 

* Per sostenere l’attività dell’editrice non-profit Gradiva Publications effettuare bonifico, come donazione spontanea, con spese bancarie a carico dell’ordinante,  presso Banco BPM, Sede Firenze 1606,  IBAN: IT55 T 05034 02813 000000010982, Swift: BAPPIT22, conto corrente intestato a Luigi Fontanella.  Spedire la ricevuta scannerizzata via email, oppure per via aerea all’indirizzo del Premio: Humanities Building, Room 2126, 100 Nicolls Rd., Stony Brook, New York 11794, USA.

 

Vincitori delle precedenti edizioni: Sauro Albisani (2013); Maurizio Cucchi (2014); Massimo Scrignoli (2015); Milo De Angelis (2016); Maria Attanasio (2017)

 

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Vincitori delle precedenti edizioni: Sauro Albisani (2013); Maurizio Cucchi (2014); Massimo Scrignoli (2015); Milo De Angelis (2016); Maria Attanasio (2017)

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