Roberta Bertozzi

La poesia nelle case

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Ho ricevuto da Franco Casadei una mail riguardante un progetto letterario che ha avuto luogo in Romagna e che ha portato, con un buon successo, la poesia nelle case. Casadei mi ha chiesto di divulgare la notizia e lo faccio volentieri, perché, sebbene il contesto sia particolare, di per sé favorevole, vista la proverbiale estroversione e cortesia della gente di Romagna, e sebbene l’ambito sia circoscritto, è pur sempre una notizia particolare, in qualche modo originale e preziosa. Un po’ come seguire il consiglio dei caporedattori dei giornali di qualche annetto fa: non scrivere del cane che morde il padrone ma scrivi sempre del padrone che morde il cane. Ebbene, la poesia che viene accolta nelle case a braccia aperte… è un po’ come il padrone che morde il cane. E, al di là delle battute, è un invito a tentare magari un analogo esperimento anche in altri contesti, in altre regioni, in altre realtà. In questa nostra realtà che ha sempre bisogno di… notizie sorprendenti.
Pubblico qui di seguito la mail di Casadei.
Non prima di avere augurato a tutti i “dedalonauti” un’ottima estate.
IM
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“La poesia nelle case”

di Franco Casadei

Egr. Dr. Mugnaini,

si avverte il rischio che la poesia diventi archeologia e linguaggio incompreso, incapace ormai di risvegliare i cuori del poco pubblico che ancora ci segue, tanto che i raduni si sono ridotti troppo spesso a incontri fra carbonari addetti ai lavori.

Cosa fare? Che cosa cambiare nel nostro modo di scrivere e di leggere? O nel modo di proporre letture poetiche alla gente che ci viene ad ascoltare?

A tal proposito, voglio riportare un’esperienza che sta accadendo a Cesena da alcuni mesi.

Io e altri tre scrittori cesenati (Gianfranco Lauretano, Stefano Maldini, Roberta Bertozzi) abbiamo pensato – durante un reading, il 21 marzo 2013, in occasione della giornata mondiale della poesia – di proporre alla città di Cesena il lancio di un’iniziativa, denominata

La poesia nelle case.

Abbiamo contattato personalmente famiglie e amici del nostro giro, insegnanti ed educatori, responsabili di associazioni culturali e di volontariato, di consigli di quartiere e di gruppi parrocchiali. E ci siamo resi disponibili, a due a due – per chi avesse voluto liberamente organizzare incontri -, ad andare a leggere poesie nostre e degli autori di riferimento della nostra personale produzione poetica. Ed è successo l’impensabile. Nel giro dei tre mesi della primavera 2013, siamo stati accolti presso case private, sedi di quartieri o di associazioni, aie e cortili e perfino nella cantina del mio vinaio sulle colline romagnole, fra le botti e le damigiane di sangiovese.

Presenti da un minimo di una ventina di persone fino a un centinaio. Quasi sempre con ascoltatori di estrazione socio-culturale diversissima, dal docente di scuola alla casalinga, dal pensionato all’artigiano, dal giovanotto all’ottantenne, che aveva fatto magari solo la scuola elementare.

Questo ci ha costretti ad inventarci il modo di porci e di proporci. Non certo a diventare venditori nazional-popolari di poesia, ma certamente a tenere conto dell’interlocutore, a scegliere testi adeguati (nostri o delle antiche reminiscenze scolastiche di tanti dei presenti), a fare brevi introduzioni sul linguaggio poetico, stando all’esperienza, senza svolazzi intellettualistici. Insomma, un lavoro di educazione al linguaggio poetico. Si dice sempre, fra noi, che la poesia non va spiegata, che occorre lasciare libero l’ascoltatore di interpretare a modo suo i testi proposti. Io credo che non bisogna essere ideologici e che non sia un vulnus alla poesia se in talune circostanze si dà un piccolo aiuto a chi ha il coraggio di venirci ad ascoltare. Noi che proponiamo poesia, certo, facciamo un regalo agli altri, ma anche chi viene ad ascoltarci fa un regalo a noi. Credo che questo non vada mai dimenticato.

A conclusione di questa prima fase (già si stanno moltiplicando le richieste per l’estate e per il prossimo autunno!), grande è stata la soddisfazione di vedere la gente partecipe, curiosa, attenta e piena di stupore e di domande. Persone semplici – che spesso neppure sanno cosa sia la poesia – e persone colte, commosse e grate per qualcosa che hanno sentito vibrare dentro. Diceva uno: “Io non so cosa sia la poesia, ma quando la sento, la riconosco”.

Questa “impresa”, nata veramente dal basso, è stata una vera festa della poesia, liberata dal nascondimento; un’iniziativa che, non mi risulta, si faccia da altre parti. E, anche questa è una novità: la gente ha comprato tanti libri, come mai avevo visto prima.
Franco Casadei

Oralità e Scritture

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Nella rubrica “un tale, una tale – tra oralità e scritture” curata da Idra Travi (http://www.poesia2punto0.com)
sono già intervenuti o sono stati postati testi dei seguenti autori:

Ida Travi,
Umberto Fiori,
Gabrielle Frasca,
Antonella Bukovaz,
Alessandra Pigliaru,
Lello Voce,
Roberta Bertozzi,
Daniele Piccini,
Rosaria Lo Russo,
Marina Corona
Biagio Cepollaro.

L’ultimo intervento tra “oralità e scritture” in ordine di apparizione è di Dome Bulfaro
(/2012/06/06/un-tale-una-tale-tra-oralita-e-scritture-n-13-appunti-didattici-per-dire-poesia-ora-di-dome-bulfaro/)

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PoesiaPresente
di Mille Gru

info@poesiapresente.it
http://www.poesiapresente.it
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PUNTO , Almanacco della poesia italiana

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PUNTO
Almanacco della Poesia Italiana
puntoacapo Editrice
pp. 228, € 20,00 – ISBN 978-88-6679-120-1

PER ORDINI:
acquisti@puntoacapo-editrice.com

DIREZIONE DEL PROGETTO
Mauro Ferrari

DIREZIONE
Gabriela Fantato
Giancarlo Pontiggia
Salvatore Ritrovato

REDAZIONE DI ROMA
Luca Benassi, Manuel Cohen

HANNO COLLABORATO

Più di una rivista e non solo un Annuario, Punto mira ad osservare con occhio attento e curioso il panorama frastagliato della Poesia italiana (e non solo). Lo scopo non è soltanto quello di dare visibilità alle migliori pubblicazioni di poesia e saggistica di un’annata – il che crediamo giustificherebbe da solo la sua esistenza – ma anche quella di analizzare con occhio imparziale il passato recente e le possibili direzioni di sviluppo. È questo il senso delle varie sezioni che portano a contatto con gli Autori più significativi, dalle interviste di WORK IN PROGRESS alle AUTOANTOLOGIE, fino alle autoanalisi di NOTE A MARGINE (esemplari del proprio modo di fare poesia), l’obiettivo è posto sul fare poesia come attività artistica e intellettuale. I saggi di SCAFFALI ALTI e le traduzioni di OLTRECONFINE vogliono dare visibilità qualificata ad esperienze in vario modo decisive, sia fornendo anticipazioni su percorsi poetici già noti ed apprezzati, sia evidenziando voci nuove ma già significative.
Posto in altro modo, il compito che ci siamo posti con cautela e umiltà risponde alla domanda: “È possibile, oggi, in Italia, riportare la critica letteraria a un’analisi a tutto campo – serrata e concreta, il più possibile oggettiva ma non inutilmente faziosa e polemica – che si concentri sulla concretezza del fare poesia, cioè sui libri e sul lavoro dei poeti?” I risultati molto positivi del primo volume ci hanno dimostrato che esiste sia un ampio spazio di manovra che un pubblico ancora sinceramente interessato. Tanti suggerimenti sono stati recepiti per migliorare un’idea originale e innovativa che ha anche a che fare con il dibattito civile, la discussione e il confronto delle passioni.

Stiamo cercando (con i piccoli mezzi di un Editore che sta investendo con convinzione su un gruppo di lavoro, con progetti e un metodo basato sul confronto aperto) di mostrare come sia possibile condurre una serena analisi a tutto campo del panorama poetico nazionale e non solo, dando visibilità a chi sta producendo poesia importante senza dare per scontato che il fatturato sia in sé una prova di qualità, e cercando di sopperire alle difficoltà che si incontrano anche solo per creare una mappatura di questo frastagliatissimo paesaggio, con l’entusiasmo e l’autorevolezza che deriva – ed è stato percepito fin da subito, per fortuna – da un atteggiamento critico equilibrato e curioso, appassionato e non supponente. Il che non implica, per nulla, mancanza di coraggio nell’operare motivate inclusioni ed esclusioni. (Dalla nota di apertura)

INDICE

I – IL PUNTO

I LIBRI DI POESIA
I LIBRI DI SAGGISTICA

II – FARE POESIA

WORK IN PROGRESS
Noi che sognammo un mondo più gentile.
Un nuovo romanzo di Umberto Piersanti a cura di Salvatore Ritrovato
“Questa non è la patria, è il pianeta”.
Intervista lucida ma mai sliricata di Plinio Perilli ad Alessandro Ceni

AUTO-ANTOLOGIA
Antonella Anedda
Luigi Fontanella
Lino Angiuli

NOTE A MARGINE
Franca Grisoni, Quattro liriche da «Poesie»
Stefano Guglielmin, Da «Canti dell’amore coniugale»
Salvatore Ritrovato, Tre poesie sulla poesia
Marco Vitale, Due inediti: «Oh sopravvivi cuore» e «È in una luce così netta»

SCAFFALI ALTI
Luca Benassi
Ritratto di Giovanna Bemporad, tra “esercizi vecchi e nuovi”
Rinaldo Caddeo
Poesia e matematica. Un ricordo di Leonardo Sinisgalli
Salvatore Ritrovato
“Esisti buonamente…” L’enigma del mondo nella poesia di Zanzotto

III – ALIBI

L’INEDITO
Achille Serrao
Maria Pia Quintavalla
Alberto Toni
Giacomo Leronni
Stelvio Di Spigno
Matteo Veronesi

OLTRECONFINE
Carmen Bugan, a cura di Matteo Veronesi
Mario Meléndez Muñoz, a cura di Salvatore Ritrovato