Ultimi Aggiornamenti degli Eventi

Accademia del giallo e del noir

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La prima scuola italiana per giallisti, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, sarà presentata a Milano il 24 ottobre alle 18 in viale Sarca 78 in una conferenza stampa con tutti i docenti: gli scrittori Paolo Roversi, Piergiorgio Pulixi, Franco Forte, Gianluca Ferraris, Romano De Marco, Elisabetta Cametti, il giornalista Franco Vanni, il regista e sceneggiatore Max Croci.
Dalle 19.00 workshop gratuito aperto a tutti “Il Giallo, il Nero e gli altri colori – Come districarsi tra i meandri della galassia “crime” con lo scrittore Romano De Marco. 
I corsi inizieranno il 14 novembre con la Masterclass diretta da Franco Forte, curatore del Giallo Mondadori. Info: https://accademiagiallonoir.com/
ACCADEMIADELGIALLOEDELNOIR OPEN DAY

 

 

NASCE L’ACCADEMIA DEL GIALLO E DEL NOIR:

LA PRIMA SCUOLA PER GIALLISTI IN ITALIA ARRIVA A MILANO, DIRETTA DALLO SCRITTORE PAOLO ROVERSI

Tra i docenti i migliori scrittori e esperti di giallo: MasterClass, Weekend in giallo e Speciali d’autore per imparare a scrivere un romanzo, una sceneggiatura, una serie tv.

Nasce a novembre a Milano l’Accademia del Giallo e del Noir, la prima scuola di scrittura dedicata alla letteratura di genere con incursioni nella sceneggiatura per cinema e tv. La dirige lo scrittore Paolo Roversi, giallista affermato, direttore del festival internazionale NebbiaGialla e della rivista letteraria MilanoNera: “Negli ultimi anni il giallo e il noir stanno vivendo una stagione d’oro. Mai come adesso c’è stata una così grande attenzione del pubblico verso libri, film e serie TV crime. Da molti anni mi occupo di questo genere di romanzi – sia come scrittore, sia come direttore di NebbiaGialla e di MilanoNera – e l’ho visto crescere e prosperare al punto che, insieme ad un gruppo di scrittori affermati a livello nazionale e internazionale, ho avuto l’idea di creare una scuola di scrittura dedicata esclusivamente al giallo in tutte le sue sfumature: dal noir al thriller, dal giallo al mistery senza scordare il cinema e la sceneggiatura di genere. Da quell’idea è nata l’Accademia del giallo e del noir, la prima scuola di scrittura crime in Italia”.

Il corso principale durerà due mesi (una lezione serale a settimana) e sarà condotto da Franco Forte, scrittore, traduttore e curatore del Giallo Mondadori che guiderà gli aspiranti autori nel percorso creativo. Al lavoro sui testi degli iscritti si affiancheranno una serie di esercitazioni sui punti fondamentali della scrittura (da come si scrive un dialogo a come si imposta un personaggio, passando per il punto di vista fino alle principali tecniche di editing) per arrivare alla stesura definitiva di racconti che avranno la possibilità di essere valutati per la pubblicazione sul Giallo Mondadori. Si potranno poi frequentare Weekend in Giallo e Speciali d’autore, workshop intensivi su differenti temi: dai segreti per trovare un editore alle regole per scrivere un buon thriller, un noir o una sceneggiatura crime. Tra i docenti alcuni dei maggiori esperti italiani della scrittura gialla: gli scrittori Paolo Roversi, Piergiorgio Pulixi, Franco Forte, Gianluca Ferraris, Romano De Marco, Elisabetta Cametti, il giornalista Franco Vanni, il regista e sceneggiatore Max Croci. Previsti anche corsi in diretta online che permetteranno di seguire le lezioni da tutta Italia.

Ad affiancare Roversi in questa avventura saranno due soci: Fabio Biccari, esperto di marketing e ideatore della piattaforma di editoria digitale Meetale e Francesco Lamacchia, formatore e fondatore di Dot Academia. La sede ufficiale dell’Accademia sarà in Corso Garibaldi 71. Per informazioni: http:// accademiagiallonoir.com

La conferenza stampa di presentazione si terrà mercoledì 24 ottobre alle 18.00 presso Dot Academy (Viale Sarca 78, Milano – M5 Ca’ Granda), presenti tutti i docenti che illustreranno i loro corsi. Segue aperitivo con la stampa. Dalle 19.00 workshop gratuito aperto a tutti “Il Giallo, il Nero e gli altri colori – Come districarsi tra i meandri della galassia “crime” con lo scrittore Romano De Marco. A seguire rinfresco coi docenti per informazioni e iscrizioni.

 

Pubblico volentieri questa segnalazione

che mi è stata inviata da :

Ufficio Stampa Bookteller Eventi Letterari

Camilla Corsellini 3476606252 camillacorsellini@yahoo.com

Francesca Rosini   3923206909 francescarosini@gmail.com

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ESITI DEL CONCORSO “ELOGIO ALLA FOLLIA” edizione 2018

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ESITI DEL CONCORSO ELOGIO ALLA FOLLIA” 2018

Il Concorso ELOGIO ALLA FOLLIA, organizzato da Divinafollia Edizioni, ha visto la partecipazione di 447 autori, per un totale di 1117 lavori inviati, tra poesie e racconti.

La sezione Poesia ha visto la partecipazione di 250 concorrenti. Alla Sezione Narrativa hanno partecipato 197 autori.

Le partecipazioni sono pervenute da tutte le regioni italiane e da alcuni paesi europei.

La prima edizione del Concorso ha avuto un riscontro soddisfacente anche per la qualità degli elaborati presentati dai concorrenti.

Pur non trattandosi di un concorso “a tema” le autrici e gli autori hanno inviato, come suggerito dal bando di concorso, “testi liberi per spunto, tema e forma espressiva. Ispirati da una sana, umanissima follia creativa”.

Entrambe le Giurie del Concorso hanno rilevato un’ampia gamma di stili, generi e temi, a testimonianza di percorsi personali interessanti.

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La Giuria della Sezione Poesia

composta da

Maria Attanasio, Flaminia Cruciani, Silvia Denti, Annamaria Ferramosca, Luigi Fontanella, Ivano Mugnaini, Carlo Pasi, Valeria Serofilli e Antonio Spagnuolo

ha effettuato una prima selezione dei lavori pervenuti, in seguito a cui sono emersi i lavori delle autrici e degli autori qui di seguito indicati.

Autori Selezionati Sezione Poesia:

Chiara Albanese, Antonio Alleva, Antonella Amato, Giancarlo Baroni, Joseph Barnato, Monica Borettini, Alessandra Carnovale, Daniela Casarini, Alessandra Corbetta, Enrico Danna, Erminia De Paola, Lisa Di Giovanni, Maria D’Ippolito, Sheila Di Odoardo, Claudia Di Palma, Miguel Angel Escobar Alas, Monica Ferri, Grazia Fiore, Francesca Clara Fiorentin, Antonietta Fragnito, Alba Gnazi, Gianfranco Isetta, Floriana Lega, Elio Lunghi, Fausto Marseglia, Monica Martinelli, Sabrina Mazzuoli, Serenella Menichetti, Melania Milione, Maurizio Alberto Molinari, Alberto Mori, Clelia Moscariello, Carla Mussi, Silvia Novi, Alessandra Palombo, Paola Paradisi, Marisa Papa Ruggiero, Dario Pasero, Lidia Popolano, Flora Restivo, Alfredo Rienzi, Elisa Russo, Antonella Santoro, Alessandra Scarano, Giuseppe Schembari, Fulvio Segato, Alessandra Solina, Antonella Sozio, Serena Squatrito, Agostina Spagnuolo, Rossella Tempesta, Vivetta Valacca, Rodolfo Vettorello, Salvatore Violante, Paola Zugna.

Un’ulteriore cernita ha evidenziato i testi di ventiquattro autori, a cui è stata attribuita la qualifica di Segnalati:

Antonio Alleva, “Gate b19 – Preludio”

Giancarlo Baroni, “Un’arida estate”

Monica Borettini, “A Romana che si credeva vento”

Daniela Casarini, “Più convesso di un participio presente”

Alessandra Corbetta, “Parola sdrucciola”

Antonietta Fragnito, “Oggi poesia terapeutica”

Alba Gnazi, “Zeitgeber”

Gianfranco Isetta, “Esco dalla caverna”

Monica Martinelli, “Concentro i ricordi”

Sabrina Mazzuoli, “La resa”

Serenella Menichetti “Virginia a pezzi”

Melania Milione, “Dimmi dove senti dio”

Carla Mussi, “Prima del tatto”

Alessandra Palombo, “Ambulanti”

Marisa Papa Ruggiero, “Sulla tomba dei Giganti”

Flora Restivo, “A punto catenella”

Alfredo Rienzi, “L’architomia delle attinie”

Elisa Russo, “Nonostante il sole”

Alessandra Scarano, “Tivoli”

Fulvio Segato, “Avete preso tutto?”

Alessandra Solina, “Connessione fluida”

Antonella Sozio, “Per sentirmi”

Rossella Tempesta, “Coltiva una solitudine limpida”

Salvatore Violante, “Una lanterna”

Da una lettura ulteriore sono emersi i quindici Finalisti:

Antonio Alleva, “Gate b19 – Preludio”

Monica Borettini, “A Romana che si credeva vento”

Alessandra Corbetta, “Parola sdrucciola”

Antonietta Fragnito, “Oggi poesia terapeutica”

Monica Martinelli, “Concentro i ricordi”

Serenella Menichetti “Virginia a pezzi”

Melania Milione, “Dimmi dove senti dio”

Carla Mussi, “Prima del tatto”

Flora Restivo, “A punto catenella”

Marisa Papa Ruggiero, “Sulla tomba dei Giganti”

Elisa Russo, “Nonostante il sole”

Alessandra Scarano, “Tivoli”

Alessandra Solina, “Connessione fluida”

Antonella Sozio, “Per sentirmi”

Rossella Tempesta, “Coltiva una solitudine limpida”

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Da una nuova valutazione dei lavori finalisti, è emersa la seguente classifica:

AUTORI VINCITORI :

Primo classificato: Monica Martinelli, “Concentro i ricordi”

Secondo classificato: Antonio Alleva, “Gate b19 – Preludio”

Terzo Classificato: Alessandra Corbetta, “Parola sdrucciola”

AUTORI FINALISTI a pari merito:

Monica Borettini, “A Romana che si credeva vento”

Antonietta Fragnito, “Oggi poesia terapeutica”

Serenella Menichetti “Virginia a pezzi”

Melania Milione, “Dimmi dove senti dio”

Carla Mussi, “Prima del tatto”

Flora Restivo, “A punto catenella”

Marisa Papa Ruggiero, “Sulla tomba dei Giganti”

Elisa Russo, “Nonostante il sole”

Alessandra Scarano, “Tivoli”

Alessandra Solina, “Connessione fluida”

Antonella Sozio, “Per sentirmi”

Rossella Tempesta, “Coltiva una solitudine limpida”

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La Giura della Sezione Narrativa,

composta da

Daniela Carmosino, Marco Ciaurro, Caterina Davinio, Silvia Denti, Gianluca Garrapa, Francesca Mazzucato, Ivano Mugnaini e Caterina Verbaro

ha selezionato la rosa di autori qui di seguito riportata.

Autori Selezionati Sezione Narrativa:

Alberto Alassio, Anna Consilia Alemanno, Maria Letizia Avato, Susanna Barsotti, Marianna Bartolone, Antonella Bernava, Anna Bertini, Antonella Brighi, Antonella Buono, Piero Buscemi, Fausto Campana, Giovanna Caporali, Anna Elivia Cardella, Alfonsina Caterino, Giulia Sara Corsino, Laila Cresta, Sara Patrizia Daina, Michela De Mattio, Bernardo De Muro, Giuseppina De Vizia, Grazia Di Martino, Federico Fabbri, Lidia Falzone, Grazia Fiore, Luca Frediani, Alessandro Garella, Laura Gatto, Claudia Guaglio, Allegra Iafrate, Bruno Laganà, Alessandro Lanucara, Denise Lombardo, Giovanni Macrì, Marco Maione, Eva Luna Mascolino, Anna Moro, Silvia Nicita, Marco Patruno, Jean Luc Pinna, Donatella Pompilio, Maria Pia Quintavalla, Sarah Rezakhan, Marco Righetti, Laura Rochelli, Maria Pia Rosati, Teodora Stanciu, Alfredo Tamisari, Vincenzo Trapella, Auro Trivellato, Giuseppe Verrienti, Giuseppe Vetromile.

Un’ulteriore cernita ha evidenziato i racconti di diciotto autori, a cui è stata attribuita la qualifica di Segnalati:

Maria Letizia Avato, “L’eclissi”

Susanna Barsotti, “La scuola dentro”

Anna Bertini, “31 dicembre 2049 folle centro di un’epoca”

Antonella Brighi, “All’infinito”

Bernardo De Muro, “Il custode della follia”

Giulia Sara Corsino, “Duellum”

Michela De Mattio, “Aculei”

Giovanna Caporali, “Pozzi aperti nella campagna”

Eva Luna Mascolino, “John Barleycorn must die”

Anna Moro, “Oltre… lo sguardo”

Marco Righetti, “Il viaggio”

Maria Pia Quintavalla, “Augusta, Il naufragio”

Sarah Rezakhan, “L’angolo buio”

Teodora Stanciu, “Frammenti di vita”

Alfredo Tamisari, “Bambanamenti dell’insonnia”

Vincenzo Trapella, “Un patto spudorato”

Chiara Taormina, “Ofelia e Morfeo”

Giuseppe Vetromile, “Non di questa terra”

Altre letture e confronti hanno evidenziato i racconti dei seguenti autori Finalisti:

Maria Letizia Avato, “L’eclissi”

Susanna Barsotti, “La scuola dentro”

Antonella Brighi, “All’infinito”

Giulia Sara Corsino, “Duellum”

Michela De Mattio, “Aculei”

Giovanna Caporali, “Pozzi aperti nella campagna”

Eva Luna Mascolino, “John Barleycorn must die”

Marco Righetti, “Il viaggio”

Maria Pia Quintavalla, “Augusta, Il naufragio”

Chiara Taormina, “Ofelia e Morfeo”

Dal ulteriori letture dei lavori finalisti, è emersa la seguente classifica:

AUTORI VINCITORI :

Primo classificato: Maria Pia Quintavalla, “Augusta, Il naufragio”

Secondo classificato: Michela De Mattio, “Aculei”

Terzo Classificato: Maria Letizia Avato, “L’eclissi”

AUTORI FINALISTI a pari merito:

Susanna Barsotti, “La scuola dentro”

Antonella Brighi, “All’infinito”

Giulia Sara Corsino, “Duellum”

Giovanna Caporali, “Pozzi aperti nella campagna”

Eva Luna Mascolino, “John Barleycorn must die”

Marco Righetti, “Il viaggio”

Chiara Taormina, “Ofelia e Morfeo”

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I racconti degli autori finalisti, sia della Sezione Poesia che della Sezione Narrativa, verranno pubblicati in un volume edito da Divinafollia.

I vincitori delle due sezioni avranno inoltre la possibilità di pubblicare nel volume una selezione della loro liriche e dei loro racconti.

Divinafollia Edizioni si riserva inoltre di contattare altri autori, anche tra i segnalati, per proporre loro di inviare in lettura loro testi per un eventuale accordo editoriale.

Il presente comunicato sarà pubblicato anche sul sito Dedalus, sul sito di Edizioni Divinafollia e su altri altri siti, blog e portali letterari.

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Il Concorso, come specificato a suo tempo nel bando, non prevede una cerimonia di premiazione tradizionale.

Avrà luogo però, in autunno, nella data e nella sede che saranno comunicati via mail a tutti i partecipanti (presumibilmente a Pisa), un incontro informale tra alcuni componenti delle due Giurie e i concorrenti premiati, i finalisti e i segnalati per l’originalità delle loro opere.

Sono invitati fin d’ora a partecipare all’incontro i concorrenti al Concorso, anche non premiati, che volessero e potessero essere presenti.

In quell’occasione le autrici e gli autori potranno consegnare in lettura alle Giurie altri loro testi, manoscritti o editi.

Ad alcuni autori inoltre potrà essere proposta la presentazione dei loro lavori, editi o inediti, in Caffè letterari (tra cui il Caffè dell’Ussero di Pisa) o in biblioteche.

Pisa, 9 luglio 2018 Ivano Mugnaini (curatore del Concorso)

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Premio “Elogio alla follia” 2018 – data comunicazione esiti posticipata

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A tutti i concorrenti del Premio “Elogio alla follia”

Gentili Autrici ed Autori,

a causa di problemi familiari e impegni professionali inderogabili di alcuni dei componenti della Giuria, la comunicazione degli esiti del Premio slitterà di alcune settimane rispetto a quanto previsto. 

Sono già in possesso di gran parte delle  valutazioni, sia della Sezione Poesia che della Sezione Narrativa.  Non potendo tuttavia avere la totalità dei giudizi (a causa dei sopraggiunti impegni a cui ho fatto cenno) preferisco attendere per poter fornire un quadro completo e definitivo della graduatoria.

Ritengo di poter fornire la classifica definitiva entro la prima metà di agosto.

Mi scuso con tutti voi per questa lunga attesa e per questo slittamento della comunicazione dei risultati dovuta a cause non dipendenti dalla mia volontà.

Auguri a tutti voi una piacevole e proficua estate e confermo che tutti gli aggiornamenti riguardanti il Premio saranno pubblicati su questo sito e su http://www.ivanomugnaini.it e gli esiti definitivi saranno inviati via mail a tutti i concorrenti.

Ivano Mugnaini

 

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Il nuovo viaggio della Poesia – considerazioni e proposte di Alessandra Corbetta

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Pubblico qui di seguito l’articolo che mi è stato inviato da Alessandra Corbetta. Non è solo un resoconto e un diario di viaggio del Festival Europa in Versi che si è concluso alcune settimane fa.

È anche e forse soprattutto un tentativo di indicare, partendo da ciò che è stato fatto, nuove potenziali strade, anche con l’intento di svecchiare l’ambiente, togliendo un po’ di polvere, e, per citare le parole dell’autrice, di naftalina.

Io faccio da cassa di risonanza, nello spazio di questo blog, sperando magari che ne nasca un dibattito, uno spazio per confrontarsi civilmente tra chi è d’accordo con le proposte di Alessandra e chi invece le considera poco attuabili.

Lo spazio è aperto e l’argomento riguarda molti di noi, in fondo tutti: la poesia non è un lusso, è una necessità. Buona lettura e buon viaggio.

I.M.

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Il nuovo viaggio della Poesia

Da poco più di un mese si è concluso il Festival Internazionale di Poesia Europa in Versi, una manifestazione poetica che dal 2011, nella città di Como, ospita poeti da tutto il mondo per regalare momenti di alto valore culturale e per creare sinergie tra realtà differenti, accomunate dal condiviso sentire della poesia.

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L’edizione di quest’anno, La Poesia & il Viaggio, ha scelto di riprendere un topos, il Viaggio appunto, letterariamente consolidato (si pensi a quello di Ulisse o di Dante) e di coniugarlo con la situazione contemporanea in cui l’idea di peregrinazione sembra aver mutato, almeno in parte, la sua connotazione immaginifica. Il viaggio da percorso di scoperta, interiore ed esteriore, è diventato prioritariamente la via di fuga da realtà disagiate, come i telegiornali ci portano sotto gli occhi ogni giorno, e, più genericamente, da realtà di ogni sorta: l’andare via, il viaggiare come tentativo di accedere a un nuovo mondo, migliore perché altro rispetto a quello da cui si proviene, in una sovrapposizione erronea tra spazi interni ed esterni unita a un’iper-attribuzione di significato al concetto di Luogo.

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Europa in Versi è voluto ritornare, invece, nell’auspicio di essere spinta verso un futuro prossimo più consapevole e meno eterodiretto da mode e superficiali appartenenze, a una considerazione del Viaggio in virtù delle sue caratteristiche primigenie di ricerca, avventura e incontro prolifero, e lo ha fatto unendolo alla Poesia, che della ricerca, dell’avventura e dell’incontro riesce a fare, senza sforzo, il suo sostrato.

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Nella cornice di Villa Gallia poeti di prestigio nazionale e internazionale hanno fatto confluire modi diversi, non solo linguisticamente, di esprimere la poesia: accanto al tradizionale reading, infatti, il Festival ha ospitato anche un Poetry Slam con alcune delle voci più significative del panorama italiano ed estero. Questo abbinamento è diventato lo spunto per riflettere, ancora una volta, sulla valenza oggi della poesia e delle sue forme di espressione. Mi sentirei di voler mettere un punto, anche piuttosto fermo, sulla iper-citata morte della poesia; si può entrare in diatribe legate al suo di essere di nicchia invece che mainstream; dar vita a dibattiti sulla sua qualità; e si continuerà a fare comparazioni con il comporre in versi del passato, ma qualsiasi discorso fatto intorno alla poesia presuppone la sua esistenza vitale. Sarebbe più utile interrogarsi e riflettere allora sulle modalità di fruizione e trasmissione del sapere poetico: oltre alla lettura personale, imprescindibile, i momenti di condivisione poetica dovrebbero e potrebbero far propri modi operandi di altre arti; i reading, ad esempio, potrebbero essere più spesso supportati da letture attoriali, che accrescano ed esaltino il valore dei versi e le modalità di performance, che nel poetry slam fanno da padrone, potrebbero essere trasposte, in maniera opportuna, anche nella forme più tradizionali di espressione poetica. Accostamenti con musica non solo classica, ricorsi alla comicità, integrazioni tecnologiche, sguardi più attenti alla poesia di strada; tante vie si aprono davanti alla poesia di oggi. Vie che non si configurano come un abbassamento di livello ma che, anzi, sono l’estensione offerta dai tempi alla poesia.

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Abbandonare l’odore di naftalina non farà male a nessuno.

Del resto, nessun viaggio è tale se non ci toglie almeno un po’ dalle nostre zone di comfort. Europa in Versi ha insegnato questo: la poesia ha bisogno di iniziare un nuovo viaggio, un viaggio con la V maiuscola, dove la paura sia solo il sano timore avvertito prima di ogni grande cambiamento che conta.

                                                                                 Alessandra Corbetta

Il bianco e il nero – SOLFEGGI di Cinzia della Ciana – Alcune note sulle note e una recensione di Andrea Matucci

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La musica è pazienza e libertà. Permette di infrangere le regole nell’atto di rispettarle con dedizione assoluta. È passione ed eversione, verve irrefrenabile che passa attraverso la conoscenza e il rispetto di mille barriere di geometrie e algoritmi. È un occhio che osserva uno spartito con precisione maniacale e una mano che gioca ogni volta a scivolare di lato quel millimetro che basta a far sì che nulla sia come dovrebbe, o almeno che nulla sia uguale alla volta prima, all’esecuzione precedente. 
La musica nasce dal mondo, lo osserva, piange, ride e lo riproduce in forma di accordi, mai uguali, mai della stessa materia; eppure fedeli, forse in grado di dirci o di farci sentire, per qualche istante, ciò che davvero siamo.
Ridere delle follie del mondo. Questo, tra gli altri umanissimi miracoli, consente di fare la musica.
Cinzia Della Ciana spazia da anni tra poesia e narrativa. Con alcuni Leitmotif a lei cari. Uno di questi è il desiderio, la sete di ritmo, la volontà costante di dare misura e tempo a ciò che vede e ciò che sente. Sia al sublime che al comico e all’assurdo che quotidianamente incontra. Anche da questo desiderio nasce questo libro. Questi Solfeggi in cui la lievità si fa sostanza, senza mai giudizi asettici, senza pontificare, senza chiamarsi fuori. Come adeguatamente osserva Andrea Matucci nella recensione pubblicata qui di seguito “così come l’umile e monotono esercizio del solfeggio insegna a capire le più complesse composizioni musicali, così l’attenzione al nostro quotidiano smarrimento insegna a riconoscere lo spartito delle nostre abitudini”.
Il libro di Cinzia Della Ciana ha il dono di farci cogliere, come la musica da cui parte e che prende come spunto creativo, il momento esatto in cui siamo allo stesso tempo oggetto e soggetto della visione. Per dirla con alcune parole della prefazione di Andrea Scanzi, ci rende “pronti, ogni volta, a ripartire sempre da quel “mai più”. Senza aver imparato nulla, ma comunque rinfrancati inconsapevolmente dalla ciclicità di quei solfeggi. Come se, nel nostro spartito esistenziale, a risultare irrinunciabile non sia il successo bensì l’inciampo. Quello accettabile, quello recuperabile: quello per nulla tragico. E forse persino salvifico”.
I racconti di questi libro, sagaci ma mai feroci, ci conducono nei luoghi in cui guardiamo e ascoltiamo gli accordi stridenti e umanissimi di cui siamo protagonisti e spettatori. Con un piede sul palcoscenico della vita e una mano, tenace, sulla tastiera (del pianoforte o del computer) a tentare di trovare un senso, un accordo udibile e in qualche modo sensato, o, meglio, qualcosa che ci faccia stare bene quel tanto che basta a creare una fuga in armonia con la nostra pena e il nostro riso, con la ragione e anche con la follia, che, a tratti, ci salva. I.M.
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Cinzia Della Ciana, Solfeggi (o del misurarsi nello smarrimento che battute dello spartito quotidiano provocano), Arezzo, Helicon, 2018

Dopo il fortunato romanzo Acqua piena di acqua (Effigi 2016), Cinzia Della Ciana si conferma narratrice di rango, e di multiforme talento, con questi dodici racconti sulla ripetitività prevedibile, ma non per questo controllabile, della nostra vita quotidiana. Da qui il titolo: così come l’umile e monotono esercizio del solfeggio insegna a capire le più complesse composizioni musicali, così l’attenzione al nostro quotidiano smarrimento insegna a riconoscere lo spartito delle nostre abitudini. Sono, infatti, tutte situazioni e personaggi comuni: l’agente immobiliare alle prese con la tentazione di parcheggiare dove non deve, l’impiegato nel sogno di variare almeno una volta il suo pendolarismo, la casalinga al supermercato nell’ora sbagliata, e poi la riunione di condominio, il regalo riciclato, tante piccole situazioni della vita di tutti noi nelle quali ci inseriamo e continuiamo a inserirci pur sapendo in anticipo che il risultato sarà sempre lo stesso: noia, disagio, frustrazione, e infine voglia di dirsi “mai più!”, salvo ovviamente ricominciare il giorno dopo. Nonostante il proverbio, è difficile imparare dai propri errori, e a causa di questo rovesciamento circola dunque, nel porsi di questi personaggi, nei loro pensieri e nel loro linguaggio, un costante umorismo non di tipo teatrale e carnascialesco, ma quello un po’ all’inglese, così raro dalle nostre parti, che è quello che ci spinge all’immedesimazione e al sorriso di fronte alla costante delusione del nostro sentirci sempre unici, diversi, irripetibili: no, la vita, lo spartito della vita, ha le sue leggi, e non possiamo eliminarle o sovrastarle, ma solo pazientemente riconoscerle. Una lettura quindi piacevolissima, a tratti estremamente divertente, ma di un divertimento in qualche modo serio e razionale, in compagnia di una scrittrice che, come afferma Andrea Scanzi nella sua Prefazione, “sa dare con ironia e partecipazione i colori giusti a tutte le sfumature dello sconforto che avviluppa i protagonisti”.

                                                                                           Andrea Matucci

Canzoniere dell’assenza, di Antonio Spagnuolo. Una recensione di Enzo Rega

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Un recensione di Enzo Rega a “Canzoniere dell’assenza” di Antonio Spagnuolo. Si parla di amore, memoria, sogno, mani, erotismo, treni, viaggi e mille altri luoghi fuori e dentro di noi.

Si parla del tempo, di un’assenza che è presenza ancora vivissima e di un velo di dolci malizie che avvolge il ricordo nel segreto.

ANTONIO SPAGNUOLO: “ CANZONIERE DELL’ASSENZA” – Ed. Kairos – 2018 – pagg. 87

12,00 –

Non immaginavo che l’amore / avesse il potere di sopravvivere anche dopo, / dopo che il suo profilo abbandona le forme / nella nebbia ormai grigia dell’ignoto” (p. 49). Questi versi, posti poco oltre la metà del libro (per cui il libro stesso si richiude come uno scrigno intorno a queste righe), probabilmente ci danno il senso stesso di questo dolente Canzoniere dell’assenza (Kairós, Napoli 2018, pp. 87, euro 12,00). Un amore che dunque fa assonanza con memoria, e verso la conclusione dello stesso testo quest’altra parola chiave compare con un altro termine topico dell’intera poesia di Spagnuolo, attinente alla dimensione onirica: “Non immaginavo che l’amore / avesse il potere di vertigini nel morso di memorie, / stregato dall’eterno sussurro, / inciso nel cristallo del sogno” (ivi). Amore/memoria/sogno. Dunque, come in un sogno, come nella dimensione atemporale del sogno, la memoria – anch’essa eternatrice – recupera l’amore, l’amore non perduto, ma sempre presente. È questo infatti un canzoniere dell’assenza/presenza, quella presenza che la poesia, freudianamente (e la psicoanalisi come nella premessa l’autore stesso sottolinea è fondamentale per Spagnuolo), recupera come in un sogno a occhi aperti, in un estremo appagamento di desiderio, il desiderio di avere ancora e sempre accanto la persona amata.

Amore, memoria, sogno una triade che si aggiunge all’altra che costantemente ha accompagnato la poesia di Spagnuolo, e cioè: seno/segno/sogno. Termini che ritroviamo anche qui ricorrenti. Il seno è la sensualità, l’erotismo che ricompaiono anche in questo libro in riferimento alla moglie ricordata anche nella sua corporeità: e ciò che manca è – al di là della stessa sensualità – il corpo come segno tangibile della presenza, e portatore accanto a noi dell’essenza stessa della persona Per fare un solo riferimento: “Ricordo le tue mani delicate, / diafane nel tocco della gioventù, / una carezza che sfugge nel sussurro / che mi opprime la mente ogni giorno / e rimbalza segreti inconfessati” (Mani, p. 33). E Spagnuolo, che negli ultimi anni è andato cantando il senso della vecchiaia ritorna qui invece delicatamente alla gioventù, anche se poi in un altro testo la tenerezza rima con la vecchiezza (“Tenerezza dicesti al tremore / degli anni che volgono a vecchiezza”; Tenerezza, p. 70). E il termine rughe che ha solcato recenti raccolte di Spagnuolo compare anche in questa più volte.

Dunque l’assenza, lo stare al di fuori dell’essere. Ma è invece dell’essenza, dello stare nell’essere che la poesia va alla ricerca. Anzi, è questa assenza che si fa presenza nelle parole stesse che la vogliono esorcizzare. Una precedente raccolta di Spagnuolo si intitolava non a caso Rapinando alfabeti (2001): cioè una intenzionale, insistita operazione di scavo nella lingua alla ricerca di ciò che in qualche modo dicesse l’indicibile. Ebbene, in questo Canzoniere compare invece l’espressione “germogliando alfabeti”, come in ascolto della voce della moglie: “Ascolta! Ascolta! Ascolta! / Il rintocco delle campane ha sempre l’eco / delle tue parole, / delle tue parole sussurrate in penombre vespertine, / delle tue parole incise nel mio ricordo / per incendiare convulsioni improvvise” (A sera, p. 72).

Questa assenza, questo silenzio producono dunque spontaneamente, naturalmente, naturalisticamente (germogliare, appunto), il bisogno di produrre un canto, un threnos. E la parola treno compare nel componimento Un treno in ombra (p. 19), sì, come simbolo del viaggio – della vita come “viaggio in sospeso” –; ma questo “treno senza meta” sembra rievocare anche il genere letterario, la trenodia, il canto per la perdita di un caro; in Specchio (p. 75) possiamo leggere, seppure declinato come impossibilità: “Non so piangere! Non so trasformarle lacrime in versi / e versi in lacrime”.

Il riferimento al treno e al viaggio ci permette qui di recuperare il tema del tempo, di cui sempre è tramato ogni riferimento alla vita, alla memoria che tenta di sottrarre all’oblio e all’ombra ciò che si è perduto scivolando dal piano del tempo finito a quello dell’infinità e dell’eternità dell’ombra. E c’è nel libro tutta un’insistenza lessicale, e dunque concettuale e sentimentale, sulle gradazioni – buio, ombra, penombra, luce, bagliore, oltre che un richiamo continuo ai colori che nella luce prendono vita, o anche e soprattutto alla “dissoluzione di colori” (p. 70). Ma non c’è un netto contrasto dialettico tra ombra e luce, nell’incertezza complessiva, nel dubbio che grava su tutto. Il riflesso della luce si fa riverbero, abbaglio, parvenza e quindi illusione (a cui corrisponde anche il “tranello” che è la vita).

Illusione, altro termine fondamentale in questo libro. Altro sentimento che, anche ontologicamente pervade l’esistenza. L’illusione dell’eternità dell’amore, perché la morte ha strappato l’oggetto-soggetto d’amore. Illusione perché l’attesa del ritorno rimane insoddisfatta: Non ritorni è il titolo di un libro precedente del 2016, un altro capitolo di questo perenne canzoniere dell’assenza. E in questo recente libro leggiamo: “La tua assenza scivola, e affogo l’ultima illusione” (p. 80).

Eppure in questo abbandono, in questo gioco tra illusione-disillusione-delusione c’è un momento nel quale sembra di avvertire una fugace composizione, o almeno la traccia di questo bisogno. Emblematico è in questo senso il testo Insieme (pp. 46-47). Leggiamo, anche se il senso delle espressioni andrebbe ulteriormente indagato nella complessità del testo: “alterna fortuna aggrega persone”; “aggrega figure”; “bene comune”; “aggregare lingue”; “legami di sangue”; “la proiezione della comunità”. Tutto ciò “all’incrocio del golfo” – Napoli, la città, la comunità – e “ancorati alla Croce”, in una “convergenza del credo”, e compare anche il termine “vangelo”. In un libro tutto incentrato nell’immanenza di un sentimento terreno, pur fortemente spirituale oltre che fisico, si affaccia, per scorci, un elemento religioso: la Croce è scritta con la maiuscola. Sappiamo che pur nella sua ricerca laica Spagnuolo ha pubblicato ormai molti anni fa «Io ti inseguirò». Venticinque poesie intorno alla Croce. Qui l’inseguita è la donna amata, ma si rivede, in uno scorcio, la Croce, come in una momentanea pausa nel dolore dell’assenza: “dove tutto è sospeso nel luogo che accoglie”.

Ma, nonostante le violenze che ho praticato al testo estrapolandone lacerti che, a partire dal titolo, Insieme appunto, testimoniano pure una via d’uscita, prevale ancora e sempre il sentimento dell’assenza: “Le mie mani ti vorrebbero ancora, / ma stringo inutilmente le mie dita / tra il cuscino e il silenzio, / e rivivo riflessi nei rintocchi / di un orologio indiscreto” (Ironie, p. 77). E proprio in conclusione c’è un velo, seppure un “velo di malizie”, che, scrive il poeta, “avvolge il mio ricordo nel segreto”.

Enzo Rega

canzoniere dell'assenza

Antonio Spagnuolo è nato nel 1931 a Napoli, dove vive. Poeta e saggista, è specialista in chirurgia vascolare presso l’Università Federico II di Napoli. Redattore negli anni 1957-1959 della rivista “Realtà”, diretta da Lionello Fiumi e Aldo Capasso, ha fondato e diretto negli anni 1959-1961 il mensile di lettere e arti “Prospettive letterarie”. Condirettore della rivista “Iride”, fondatore e condirettore della rassegna “Prospettive Culturali”, ha fatto parte della redazione del periodico “Oltranza”. Ha pubblicato i volumi di poesia: Ore del tempo perduto (Intelisano, 1953), Rintocchi nel cielo (Ofiria, 1954),Erba sul muro (Iride, 1965, prefazione G. Salvati), Poesie 74 (SEN, 1974, prefazione D. Rea), Affinità imperfette (SEN, 1978, prefazione M. Stefanile), I diritti senza nome (SEN, 1978, prefazione M. Grillandi), Angolo artificiale (SEN, 1979), Graffito controluce (SEN, 1980, prefazione G. Raboni), Ingresso bianco (Glaux, 1983Le stanze (Glaux, 1983, prefazione C. Ruggiero), Fogli dal calendario (Tam-Tam, 1984, prefazione G.B. Nazzaro), Candida (Guida, 1985, prefazione M. Pomicio, Premio Adelfia 85 e Stefanile 86), Dieci poesie d’amore e una prova d’autore (Altri Termini, 1987, Premio Venezia 87),Infibul/azione (Hetea, 1988), Il tempo scalzato (All’antico mercato saraceno, 1989), L’intimo piacere di svestirsi (L’Assedio della poesia, 1992), Il gesto – le camelie (All’antico mercato Saraceno, 1992, Premio Spallicci 91)Dietro il restauro (Ripostes, 1993, Premio Minturnae 93), Attese (Porto Franco, 1994, illustrazioni di Aligi Sassu), Inedito 95 (nell’antologia di G. Manacorda Disordinate convivenze, L’assedio della poesia, 1996), Io ti inseguirò (venticinque poesie intorno alla Croce, Luciano Editore, 1999), Rapinando alfabeti (L’assedio della poesia, 2001, prefazione P. Perilli), Corruptions (Gradiva Pubblications, 2004, trad. L. Bonaffini)Per lembi (Manni, 2004, Premio speciale della Giuria Astrolabio 2005, Premio Saturo d’argento 2006)Fugacità del tempo (Lietocolle, 2007, prefazione G. Finzi), Ultime chimere (L’arcafelice, 2008), Fratture da comporre (Kairòs, 2009), Frammenti imprevisti (Antologia della poesia contemporanea, Kairòs, 2011), Misure del timore (dai volumi 1985/2010, Kairòs, 2011), L’evoluzione delle forme poetiche (Antologia di poesia contemporanea, Kairòs, 2013), Il senso della possibilità (Kairòs, 2013); i volumi di prosa: Monica ed altri (racconti, SEN, 1980), Pausa di sghembo (romanzo, Ripostes, 1994), Un sogno nel bagaglio (romanzo, Manni, 2006), La mia amica Morèl (racconti, Kairòs, 2008); il volume di teatro Il cofanetto – due atti (L’assedio della poesia, 1995). Nel 2007 ha realizzato la Antologia di poeti contemporanei “Da Napoli/verso” (Editore Kairòs), presentando giovani autori al fianco di una scelta schiera di storicizzati. Presente in numerose mostre di poesia visiva nazionali e internazionali, collabora a periodici e riviste di varia cultura. Attualmente dirige la collana “le parole della Sybilla” per Kairòs editore e la rassegna ”poetrydream” in internet. Tradotto in francese, inglese, greco moderno, iugoslavo, spagnolo. Della sua poesia hanno scritto numerosi autori fra i quali A. Asor Rosa nel suo “Dizionario della letteratura italiana del novecento” e nella “Letteratura italiana” (Einaudi).

 

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Enzo Rega, nato a Genova nel 1958, risiede in provincia di Napoli, nella cui Università si è laureato in Filosofia con una tesi su “Heidegger interprete di Nietzsche”. Insegna in un liceo, collabora con l’Università di Salerno ed è stato Docente supervisore SISS all’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli. Si interessa di filosofia, letteratura e cinema. Redattore di “Gradiva” (State University of New York) e “Levania”, scrive (o ha scritto) per le riviste “L’Indice dei libri del mese”, “Poesia”, “Italian Poetry Review” (Columbia University), “Poeti e Poesia”, “La clessidra”, “Capoverso”, “Sinestesie”, “Poesia Meridiana”, “Cinemasud”, “Secondo Tempo”, “Iride” (Il Mulino), “Segni e Comprensione” (Università del Salento), “Osservatorio critico della germanistica”, (Università di Trento), “America Oggi”, “Le Fate. Arte cultura identità siciliana”, “Quaderni Radicali”, “Confini”, “Nuova Prosa” . Ha pubblicato alcuni volumi di saggi: Berlino e dintorni. Arte cultura e vita nel Novecento (Edizioni “Il Grappolo”, S. Severino, Salerno, 2001); La poesia a scuola. A colloquio con i poeti: Milo De Angelis, Luigi Fontanella, Giampiero Neri (con Carlangelo Mauro, Stango Editore, Roma 2003), Il cinema come fenomeno sociale (con Pasquale Gerardo Santella, Loffredo Editore, Napoli, 2005), La coscienza dell’utopia. Vincenzio Russo, giacobino napoletano (l’arca e l’arco edizioni, Nola 2011). Ha pubblicato di poesia Acroniche angolazioni (Forum, Forlì 1982) e Indice dei luoghi. Poesie da viaggio (e d’amore)(Laceno-Mephite, Atripalda (AV) 2011); di narrativa: Le albe inutili (C.E. Menna, Avellino 1980) e Due volte futuro (Michelangelo 1915 Editore, Palma Campania (NA) 2010). Dieci poesie tratte da Indice dei luoghi sono state tradotte in romeno da Geo Vasile in “Hyperion. Revista de cultura”, anul 30, Numarul 1-2-3/2012 (213-214-215). Nel novembre 2012 ha presentato una comunicazione (Tracce del Quijote nel cinema italiano) all’Università Autonoma di Madrid nell’ambito del III Congreso Internacional “Cervantes y el Quijote en la musica – Mito y representaciòn en la cultura europea”.

Ha elaborato il materiale didattico multimediale accluso al volume integrato di Scienze umane di Einaudi Scuola (2012) e ha pubblicato (con firma: Vincenzo Rega) una serie di manuali per le scuola: EducataMENTE. Corso di psicologia e pedagogia (per il primo biennio), Zanichelli, Bologna 2014; Panorami di scienze umane. Antropologia, Sociologia, Psicologia, Pedagogia (per il secondo biennio), con Maria Nasti, Zanichelli, Bologna 2015; Panorami di scienze umane. Antropologia, Sociologia, Pedagogia  (per il quinto anno), con Maria Nasti, Zanichelli, Bologna 2016; Panorami di scienze umane. Antropologia, Sociologia, Metodologia della ricerca (opzione economico-sociale), Zanichelli, Bologna 2016.

 

 

ELOGIO ALLA FOLLIA – scadenza prorogata al 30 aprile

Postato il Aggiornato il

ELOGIO ALLA FOLLIA

per poesie e racconti a tema libero

CONCORSO LETTERARIO NAZIONALE

Prima edizione

scadenza prorogata al 30 aprile 2018

Risultati immagini per ritardatari treno

Il presente concorso si ispira al nome dell’Editrice Divinafollia, che pubblicherà in volume gli elaborati vincitori.

Se avete nel famoso cassetto (o anche altrove) uno scritto che avete sempre tenuto in disparte, quasi fosse radioattivo, tagliente o ustionante, se non avete mai osato farlo leggere a qualcuno, è il momento di recuperarlo, metterlo dentro un bel file ed inviarlo qui, a questo concorso.

Se non lo avete, prendete un foglio e una penna, oppure un computer e una tastiera, e date libero sfogo a ciò che più vi scalda, di amore o di rabbia, di sesso o di cervello, nella carne e nella mente, nella realtà e nell’immaginazione.

Cerchiamo testi da selezionare e li vogliamo sopra le righe, o attraverso le righe, asimmetrici, sghembi, di sbieco, insomma testi liberi per spunto, tema e forma espressiva. Ispirati da una sana, umanissima follia creativa.

Testi in versi o in prosa in cui la vostra vena ispiratrice è stata debordante, guidata da un’emozione febbrile, sincera e intensa, quella che non di rado consente di vedere oltre: gli stati d’animo, le pulsioni, i desideri, la gioia, la rabbia e mille altre sensazioni vibranti e prive di filtri protettivi.

La tematica è del tutto libera (il titolo del concorso non è vincolante e non indica un tema a a cui attenersi). Verranno accolti scritti di qualsiasi tenore espressivo. Verranno esclusi solamente gli elaborati con contenuti offensivi della dignità delle persone, denigratori o con discriminazioni razziali e sessuali.

Per il resto, il campo è libero; e la fantasia creativa sarà un ingrediente molto ricercato e apprezzato in fase di lettura e selezione.

NORME DI PARTECIPAZIONE

Il Concorso prevede la selezione di scritti poetici e narrativi.

Saranno accettati sia testi inediti che testi pubblicati on line o in antologie. Sono accettati inoltre poesie e brani di narrativa estratti da libri autopubblicati (self publishing).

Saranno invece esclusi testi precedentemente pubblicati in volume cartaceo dotato di codice ISBN.

In ogni caso è richiesto che, all’atto dell’invio, gli autori siano in possesso dei diritti relativi agli elaborati da loro inviati. L’invio corrisponde ad un dichiarazione in tal senso.

LETTURA E SELEZIONE

Mano a mano che perverranno, alcuni dei testi migliori potranno essere inseriti, indipendentemente da quella che sarà la classifica finale del Concorso, nella rivista telematica DEDALUS: corsi, testi e contesti di volo letterario, http://www.ivanomugnainidedalus.wordpress.com . L’inserimento dovrà essere concordato tra la redazione e del sito e l’autrice o l’autore dell’elaborato selezionato. Verrà richiesta agli autori una dichiarazione in cui specificano che i testi sono inediti, di loro proprietà e liberi da vincoli editoriali.

Nel sito DEDALUS sono presenti, preceduti da un commento introduttivo, liriche, prose e interventi critici di alcune delle voci più significative del panorama letterario contemporaneo e di alcuni autori giovani o emergenti dotati di personalità e talento.

Il Concorso si articola in due Sezioni: POESIA e NARRATIVA.

Si partecipa alla Sezione Poesia con liriche oppure con brevi prose poetiche.

Si può inviare da una ad un massimo di tre poesie. La lunghezza massima è di 50 versi ciascuna. Si potranno inviare, in alternativa, da una a tre prose liriche. Ciascuna di esse dovrà essere contenuta in una sola cartella standard.

La Sezione Narrativa è riservata a scritti in prosa di qualunque tipo e genere (racconti, lettere, considerazioni, divagazioni, brani di diario e qualsiasi altro testo creativo scritto nella forma narrativa).

Per la sezione Narrativa potranno essere inviati da uno a tre elaborati. Ciascuno dovrà avere una lunghezza massima di dieci cartelle (pagine) standard ( usando preferibilmente i font Arial o Times New Roman).

È ammessa in casi specifici la partecipazione con elaborati di lunghezza maggiore alle dieci cartelle, purché il superamento sia contenuto in termini ragionevoli. Il Premio è Elogio alla Follia ma non siamo pronti a ricevere romanzi fiume stile Guerra e pace. Siamo invece disposti ad accettare racconti o brani di romanzo che per poter essere presentati in modo organico necessitano alcune cartelle in più del limite indicato.

* * * * *

Per entrambe le Sezioni del Premio è consentita agli autori la partecipazione con uno pseudonimo o con un nome d’arte.

In tal caso i concorrenti dovranno indicare se in caso di segnalazione o di vittoria vogliono essere indicati nel comunicato stampa con lo pseudonimo con cui hanno partecipato o con il loro nome anagrafico.

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È consentita la partecipazione ad autori ed autrici di qualsiasi nazionalità.

È consentita la partecipazione con testi in lingua straniera o con testi in una delle lingue o dei dialetti regionali italiani.

In entrambi i casi sarà necessario affiancare al testo un’accurata traduzionein lingua italiana.

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Gli scritti inviati saranno valutati da due Giurie specifiche, una per la Sezione Poesia e una per la Sezione Narrativa.

componenti delle Giurie sono i seguenti.

Per la Sezione Poesia:

Maria Attanasio (poeta e narratora); Flaminia Cruciani (poeta e archeologa); Silvia Denti (scrittrice, critico letterario ed editrice); Anna Maria Ferramosca (poeta, biologa e critico letterario); Luigi Fontanella (scrittore, poeta, docente universitario, direttore della rivista Gradiva); Ivano Mugnaini (scrittore, poeta e critico letterario); Carlo Pasi (docente universitario e saggista); Valeria Serofilli (insegnante, poeta e presidente di AstrolabioCultura); Antonio Spagnuolo (poeta e critico letterario).

Per la Sezione Narrativa:

Daniela Carmosino (critico letterario e saggista); Marco Ciaurro (filosofo e scrittore); Caterina Davinio (scrittrice, poeta e saggista); Silvia Denti (scrittrice, critico letterario ed editrice); Gianluca Garrapa (scrittore, operatore psicoanalitico e poeta); Francesca Mazzucato (scrittrice e traduttrice); Ivano Mugnaini (scrittore, poeta e critico letterario); Caterina Verbaro (docente universitaria e saggista).

Le Giurie valuteranno tutti gli scritti pervenuti, ciascuna per la Sezione di pertinenza, e proporranno infine a Edizioni Divinafollia una rosa di Finalisti.

I lavori Vincitori (tre per ciascuna Sezione) saranno pubblicati gratuitamente da Divinafollia, con regolare contratto editoriale, in un volume che verrà adeguatamente pubblicizzato e distribuito nelle librerie e tramite i canali telematici.

Il volume sarà presentato con ampio risalto anche alla Fiere del Libro a cui l’Editrice partecipa, tra cui quella di Torino. Gli autori selezionati saranno invitati a presenziare alle presentazioni e incoraggiati ad organizzarne altre, nelle sedi a loro vicine, con il sostegno dell’Editrice. Il libro sarà inoltre pubblicizzato con la mailing-list dell’Editrice e tramite tutti i canali di informazione ritenuti utili ed efficaci.

Sia gli autori finalisti che altri autori i cui lavori saranno ritenuti dalla Giuria particolarmente interessanti e originali riceveranno dall’Editrice una proposta di pubblicazione a condizioni favorevoli.

MODALITÀ DI INVIO

Gli autori interessati devono inviare i loro testi entro il 30 aprile 2018 .

Ciascun elaborato o insieme di elaborati (con le caratteristiche sopra indicate a seconda della Sezione di appartenenza) dovrà essere inviato tramite un unico file in formato Word .doc oppure PDF, allegato ad un messaggio di posta elettronica indirizzato al seguente indirizzo:ivanomugnaini@gmail.com , indicando come oggetto del messaggio: “Concorso Elogio alla Follia 2018”.

Il file con cui vengono inviati gli elaborati deve essere nominato con la Sezione prescelta e con il titolo dell’elaborato o di uno degli elaborati inviati (esempio : Sezione-Poesia-Fantasie-.doc oppure .pdf).

dati personali dell’autore (nome, recapito postale, telefono, cellulare e indirizzo di posta elettronica) dovranno essere riportati esclusivamente nel corpo del messaggio, non nel file degli elaborati che dovranno essere assolutamente anonimi e privi di qualsiasi segno atto a identificare l’autore.

Nel corpo del messaggio dovrà anche essere trascritta la seguentedichiarazione: “I testi sono di mia esclusiva creazione e proprietà. Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del decreto numero 196/2003 nell’ambito del Concorso ELOGIO ALLA FOLLIA – Descritture, divagazioni ossimoriche e variazioni sul tema della follia”.

È previsto un contributo spese di 15 € per la partecipazione a una delle due Sezioni previste (Poesia e Narrativa).

Nel caso in cui il concorrente desiderasse partecipare ad entrambe le Sezioni la quota è di €20.

La quota può essere pagata tramite ricarica della Carta Postepay numero5333 171039936733 intestata a Ivano Mugnaini (codice fiscale MGNVNI64H12L833T), oppure tramite bonifico bancario: IBAN : IT58T0103024800000063126022 intestato a Ivano Mugnaini. Indicare in entrambi i casi come causale del versamento: “Iscrizione Concorso Elogio alla Follia 2018”.

È richiesto l’invio di una copia scannerizzata o di una fotografia della ricevuta del versamento nella mail con cui vengono inviati i testi.

La partecipazione al Concorso implica l’accettazione del presente regolamento in tutti i suoi punti.

Il corretto ricevimento del messaggio e del file con i testi e la ricevuta di versamento, e la conseguente iscrizione al Concorso, saranno comunicati via e-mail a tutti i concorrenti.

Per agevolare il compito delle Giurie si consiglia di non attendere la data prossima alla scadenza del Concorso, ma di inviare gli elaborati appena si ritiene di averli conclusi e adeguatamente riletti.

Il nome dei Vincitori sarà comunicato sul sito Dedalus, su diversi altri siti, blog e portali letterari e sul sito di Edizioni Divinafollia.

Non è prevista una cerimonia di premiazione tradizionale, con consegna di targhe e diplomi. I nomi dei vincitori e dei finalisti e le loro opere saranno ampiamente pubblicizzati, in rete e tramite gli organi di informazione che diffonderanno la notizia. Potrà essere previsto, inoltre, in una data e una sede che saranno comunicati al termine del Concorso, un incontro informale tra alcuni componenti delle due Giurie e i concorrenti premiati, finalisti e segnalati per l’originalità delle loro opere. In quell’occasione gli autori presenti potranno dare in lettura alle Giurie anche altri loro testi, manoscritti o editi. Ad alcuni autori potrà essere proposta la presentazione dei loro lavori, editi o inediti, in Caffè letterari (tra cui il Caffè dell’Ussero di Pisa) o in biblioteche.

Per maggiori informazioni, o per qualsiasi altra richiesta riguardante il Concorso, scrivete all’indirizzo e-mail: ivanomugnaini@gmail.com

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